BAGNO A RIPOLI – I rappresentanti della lista civica Cittadini per Bagno a Ripoli non siedono in consiglio comunale, ma non per questo dopo le elezioni del giugno 2014 hanno rimesso i remi in barca. Tutt'altro.
"Come da patto con il nostro elettorato – spiegano – continuiamo la nostra missione di controllo e verifica dell’operato dell’amministrazione comunale e lo facciamo attraverso gli strumenti che la legislazione ci mette a disposizione. Infatti, essendo organi non eletti, per poter accedere agli atti amministrativi comunali ci siamo costituiti in Comune, a gennaio, come associazione portatrice di interessi diffusi".
E qui nascono le tensioni con l'amministrazione comunale: "Fatto questo – dice il coordinatore della lista civica Daniele Locardi – abbiamo subito presentato la prima richiesta di atti riguardante il "caso” che al momento ci pareva il più scottante e cioè l’indagine che il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) sta facendo dal 14 maggio del 2014 su presunte irregolarità circa la gestione dei soldi pubblici durante la gestione del sindaco Luciano Bartolini".
Questione molto spinosa, che al di là delle dichiarazioni di serenità sta creando tensioni e malumori sia nel palazzo comunale che all'onterno della maggioranza stessa.
"Come ben sa la cittadinanza – prosegue Locardi – informata attraverso gli organi di stampa, sono 13 i punti salienti che riguardano la questione e noi ne abbiamo chiesto la documentazione, in quanto a quel punto titolati a farlo, per meglio capirne le dinamiche".
E qui casca l'asino: "Ebbene con molto stupore alla prima ci è stato negato l’accesso agli atti perché secondo l’amministrazione invece non avevamo i titoli per richiederla".
"Dunque – ricostruisce Locardi – abbiamo dovuto riformulare la domanda con tutti i riferimenti specifici dopodichè ci è stato risposto che, nonostante a quel punto riconosciuti come titolati, la documentazione ci sarebbe stata fornita solamente il 16 novembre 2015 e comunque solo a pratica conclusa, il che potrebbe voler dire anche oltre".
"A questo punto – dice Locardi – noi diciamo all’amministrazione che non ci stiamo, perché tutta questa segretezza su fatti che loro giudicano senza possibili conseguenze? Di cosa hanno paura allora? E la tanto decantata trasparenza di questo Comune dove è andata a finire?".
"Altra cosa che ci sta a cuore – tiene a dire- non è che stanno cercando di ritardare il tutto per poter mantenere la candidatura di Luciano Bartolini a consigliere alle prossime elezioni regionali? E se così fosse, è opportuno candidare un ex sindaco la cui posizione ancora non è del tutto chiara? Noi ci auguriamo che tutto finisca per il meglio, perché vorrebbe dire che i soldi pubblici sono stati gestiti bene, ma se così non fosse? Vorremmo non essere rappresentati in queste condizioni ma in quelle di assoluta cristallina trasparenza".
"Altra questione – conclude Locardi – quanto costa all’amministrazione in termini di utilizzo di tempo del personale pubblico nel poter rispondere al ministero, per una questione che non riguarda il bene pubblico ma solo la verifica dell’operato dell’ex sindaco che in pratica non sarebbe nemmeno dovuto arrivare a farsi contestare presunte irregolarità?".
di Redazione
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