Il “caso” mercoledì 29 aprile a Impruneta. Calamandrei: “Ero malato, c’era il mio vice”

IMPRUNETA – Le istituzioni, si sa, esigono oltre alla sostanza anche una forma: e quello che è accaduto mercoledì 29 aprile davanti al palazzo comunale di Impruneta, per una questione di forma istituzionale, va a danneggiare anche la sostanza, ovvero quello di cui si sarebbe dovuto parlare.

 

Andiamo per ordine: nel primo pomeriggio è convocato il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza. Molto atteso, in particolare in territori come quello di Greve in Chianti e di Impruneta dove nelle ultime settimane l'allarme-furti è tornato a suonare.

 

Prefetto, sindaci e forze dell'ordine in questi casi si riuniscono intorno al tavolo, fanno il punto della situazione, prendono provvedimenti.

 

Ma al tavolo… non si arriva neanche. Da Firenze arriva il Prefetto, Luigi Varratta, che viene ricevuto davanti al palazzo comunale dal vicesindaco Joele Risaliti. Il sindaco, Alessio Calamandrei, è a casa malato, ma nessuna comunicazione in questo senso è stata inviata alla Prefettura.

 

Il Prefetto, letteralmente infuriato per il mancato rispetto di una prassi istituzionale (ad accogliere l'autorità prefettizia deve essere sempre il primo cittadino, se ci sono problemi si comunicano e ci si muove di conseguenza), dopo averne dette quattro, gira sui tacchi, risale in auto e torna a Firenze.

 

Tutto saltato quindi: i sindaci Paolo Sottani (Greve in Chianti), David Baroncelli (Tavarnelle), Francesco Casini (Bagno a Ripoli), il vicesindaco di Barberino Val d'Elsa Giannino Pastori, l'assessore del Comune di San Casciano Elisabetta Masti, oltre alla forze dell'ordine, non possono fare altro che… tornare a casa.

 

Un "caso" ma, soprattutto, un danno ai cittadini che invece avrebbero bisogno di avere istituzioni compatte e pronte a fare il massimo possibile per tutelarne la sicurezza.

 

"Ero a casa con la febbre da lunedì – dice il sindaco Calamandrei – Ma c'era l'ok di tutti i sindaci, e rimettere in discussione le agende mi sembrava eccessivo. Mi spiace, forse ho sbagliato a non avvertire in Prefettura, ma il Comune di Impruneta era comunque rappresentato dal nostro vicesindaco".

 

"Manderò una lettera di scuse formali – annuncia in conclusione – in cui chiederò al Prefetto che ci convochi direttamente a Firenze. La settimana scorsa la riunione era saltata, e si era passati a ieri: vista l'importanza della questione non mi pareva il caso di rimandarla ulteriormente".

di Matteo Pucci

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