Molto critici gli studenti, la posizione della preside: “Sono uno strumento molto importante”

BAGNO A RIPOLI – 12 maggio 2015: nell’istituto superiore "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli, come in tutte le altre scuole secondarie di secondo grado d’Italia, le classi seconde svolgono le famose “prove Invalsi”.

 

Ovvero test a risposta multipla inviate dal Ministero dell’Istruzione per verificare il livello di preparazione scolastica in Italiano e Matematica degli studenti italiani.

 

L’entrata a scuola avviene, come al solito, alle 8.15. L’inizio delle prove però è esattamente un’ora dopo, per poter preparare il materiale necessario, separare i banchi e fare l’appello.

 

Abbiamo fatto un rapidissimo un "mini-sondaggio" al fine di capire davvero l’opinione generale di studenti e professori riguardo a questo elemento di valutazione, molto discusso soprattutto nell’ultimo anno.

 

Il risultato? Quasi sempre negativo. “Inutili – afferma la maggioranza degli intervistati – Nessuno le prende sul serio perché non verranno contate nello scrutinio finale”.

 

“Vogliamo poter essere valutati in base alla nostra partecipazione in classe – dicono altri – e su come ci esprimiamo, non tramite qualche crocetta”. “Sabotiamole” grida un ragazzo particolarmente vivace. “Io non ci trovo niente di sbagliato” controbatte invece qualcun altro.

 

Sono queste le parole espresse da molti ragazzi di seconda per far sentire la propria idea riguardo questo sistema.

 

Anche i professori partecipano attivamente al mini-sondaggio: “Credo che le prove Invalsi sarebbero più giuste se fossero fatte con più frequenza dall’inizio dell’anno, anche per una preparazione agli esami universitari fatti su questo stampo” commenta una supplente arrivata a marzo.

 

Insomma, molte opinioni interessanti e diverse. La prima prova, quella di matematica, inizia alle 9.15. Una prova facile, “una passeggiata” osano definirla gli studenti del liceo scientifico, i quali hanno, a differenza di altri indirizzi, una maggiore preparazione su materie come Matematica, Fisica o Scienze.

 

Al contrario i ragazzi del linguistico trovano molte difficoltà a svolgere la prova a causa della presenza di vari argomenti mai svolti e delle scarse ore di materie scientifiche.

 

La prova di Italiano risulta, invece, più leggera e veloce da svolgere. Molti studenti e professori, comunque, ritengono che queste verifiche, identiche in ogni scuola d’Italia, non tengono conto del tipo di programma annuale svolto diversamente tra i tanti indirizzi superiori.

 

A conclusione delle prove, il famigerato "questionario", visto come un’assurdità da tanti ragazzi per il tipo di domande personali poste agli alunni: richieste sull’impiego dei propri genitori, sulla quantità di libri in casa, sul rapporto con i compagni… insomma, la domanda sorge spontanea tra i ragazzi: “Cosa c’entrano le informazioni personali con le prove Invalsi?”.

 

Queste chiacchieratissime prove, inoltre, si presentano con un codice di identificazione della classe e del singolo alunno ed una gran parte degli studenti, come forma di protesta, strappa il codice per rendere i fascicoli veramente anonimi o addirittura lascia in bianco la prova.

 

Che dire, le voci sono girate in fretta e anche la preside, la professoressa Clara Pistolesi, ha potuto dire la sua: “Ritengo che le prove Invalsi siano uno strumento molto importante, ci danno un confronto con le altre sezioni o scuole e non devono essere considerate come una sfida".

 

"Possono servire-dice ancora – a introdurre nuove idee o risorse necessarie all’interno della scuola e quindi alla risoluzione di problemi. Non sono fatte per dare un voto e nessuno ha il fucile puntato contro gli studenti. Le prove, al contrario, richiedono uno sforzo logico, l’applicazione delle conoscenze di base ma anche un impegno per i ragazzi”.

 

Un dibattito certo ancora molto vivo e sentito tra i banchi del "Gobetti-Volta". Porterà da qualche parte questa “rivolta silenziosa” degli studenti o le parole della preside calmeranno le acque?

 

Articolo realizzato da studenti dell'istituto "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli  nell'ambito di un percorso giornalistico effettuato insieme alla redazione del Gazzettino del Chianti

di Pulaj, Milano, Alicata, Brandigi

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