BAGNO A RIPOLI – Sulla questione dei camper bruciati in via di Belmonte nei giorni scorsi, prende la parola il capogruppo in consiglio comunale per Forza Italia Massimo Mari.
E sono bordate all'amministrazione comunale: quella attuale con il sindaco Francesco Casini, quella precedente con l'ex primo cittadino (oggi candidato al consiglio regionale) Luciano Bartolini.
"Non sono mai entrato – dice – sulla questione incendio doloso, autocombustione o incidente. Le chiacchiere stanno a zero, esattamente l'8 febbraio 2006 (più di 9 anni fa) ho depositato una interrogazione, in cui denunciavo le giuste lamentele dei genitori degli alunni che i camper presenti al parcheggio li costringevano a sostare in divieto mentre aspettavano la campanella scolastica e che la polizia municipale inesorabile li allontanava da lì".
"Chiedevo in sostanza – ricorda Mari – che l'amministrazione comunale costringesse i proprietari dei camper ad altri luoghi di sosta o rimessaggi visto che il parcheggio era per sole autovetture, ma anche per motivi di sicurezza".
"Come vicepresidente nella specifica commissione speciale commercio – sottolinea – avevo proposto un progetto grazie al quale tutti i camper si sarebbero trasferiti nel rimessaggio più vicino a prezzi stracciati. E che lo stesso, a spese sue, avrebbe costruito un'isola dedicata a camper e roulotte per scarico liquami e carico di acqua. Non ci fu niente da fare, agli amministratori non gliene è mai fregato nulla".
"La risposta scritta dell'allora sindaco Bartolini – dice ancora Mari – fu questa: siccome il parcheggio era per sole autovetture e non per i camper, prima di fare accertamenti di eventuali violazioni alla sosta sarebbero stati avvertiti i proprietari, invitandoli a rimuovere i loro mezzi (complimenti!). Ma subito dopo gli stessi hanno chiesto ed ottenuto il permesso di sostare (ricomplimenti!)". Carta canta e i discorsi li lascio ai chiacchieroni… che non mancano".
"Ringrazio invece di cuore l'Arma dei Carabinieri per il lavoro svolto – tiene a dire Mari – e in particolare il comandante della Stazione di Grassina Antonio Bonafede. Ricordo a chi fa finta di nulla, che all'indomani dell'incendio di qualche anno fa riuscì a far spostare (non senza difficoltà) di qualche metro il tendone degli Evangelisti. E grazie a lui, alla sua professionalità e caparbietà, questa volta non c'è scappato il morto, questo è sicuro visto il tipo di incendio con le fiamme alte 50 metri e le bombole esplose".
"Se incendio sia doloso o no non importa – conclude – Ci sono invece sicuramente responsabilità politiche dell'attuale sindaco e del suo predecessore Luciano Bartolini: perché alla Redi dovevano sostare con molte riserve i camper oppure gli Evangelisti. E non insieme, perché estremamente pericoloso".
di Matteo Pucci
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