BAGNO A RIPOLI – "Il se e il ma non servono perché i risultati sono lì immodificabili. I ragionamenti politici hanno un senso. Ne ho letti molti in questi giorni. Vorrei farne qualcuno anch’io a distanza di una settimana".
Inizia così la riflessione, affidata alle pagine di Facebook, di Luciano Bartolini: l'ex sindaco di Bagno a Ripoli arrivato quarto nella "classifica" delle preferenze nelle urne delle elezioni regionali del 31 maggio. Che spiega così i motivi per i quali, secondo lui, non ce l'ha fatta.
"Intanto la preoccupante astensione al voto – dice Bartolini – che, per come è stato ricercato durante la campagna elettorale, non ha agevolato un riavvicinamento tra istituzioni e cittadini".
Poi uni dei temi caldi della campagna elettorale: "L'indagine del MEF mi può aver penalizzato ma non molto. Meglio se le risposte ai 13 punti emersi dall’ispezione collaborativa, tutte di carattere tecnico e predisposte dagli uffici, fossero state inviate, come detto inizialmente, a marzo e analizzate nelle sedi istituzionali per non dare argomenti strumentali durante la campagna elettorale".
Poi un durissimo atto d'accusa verso il Pd di zona Chianti: "Il Chianti, come area territoriale, che si aggrega in base ad un progetto politico, non esiste e, anche stavolta, si è prestato, salvo rare eccezioni, ad essere “terra di conquista”. C’era da augurarsi che la positiva esperienza politico-istituzionale avviata con la città metropolitana avesse una conferma invece si è sciolta come neve al sole!".
"Il problema – argomenta – secondo me, non è il progetto politico ma la sua gestione concreta nei tempi lunghi che non riesce, come già accaduto numerose volte in passato".
Per quanto riguarda il Pd ripolese, secondo Bartolini, "non hanno agevolato le divisioni interne a Bagno a Ripoli come in altri comuni, i sostegni o i ticket con altri candidati sottotraccia o espliciti condivisi con importanti personaggi che hanno giocato su più tavoli per uscirne comunque bene chiunque fosse stato eletto".
"Le correnti organizzate – rilancia – hanno pesato moltissimo, soprattutto via via che ci si avvicinava al giorno delle elezioni, condizionando i risultati delle candidature territoriali. Il voto di preferenza, teoricamente bello strumento di democrazia, ha perso il valore di selezionare in base al merito ed alla conoscenza del candidato per assumere altri significati come è emerso dai tre confronti pubblici tra tutti i candidati e dall’analisi dei risultati comune per comune".
"In questo contesto – afferma – le mie 3.959 preferenze (di cui quasi 2.400 fuori da Bagno a Ripoli), raccolte quasi tutte una per una, con rapporti di stima e di fiducia personali, le ritengo un patrimonio significativo, da non disperdere da parte degli eletti. Ci sono energie, intelligenze, disponibilità che non chiedono contropartite, ma passione e lungimiranza politica".
"Fatemi infine ringraziare – ricorda Bartolini – tutti coloro che hanno fatto parte del mio comitato elettorale, in particolare un gruppo di giovani democratici che mi hanno seguito e che hanno sopportato i miei intensi ritmi con grande passione, intelligenza e disponibilità".
"E’ stata un’esperienza bella – conclude – molto forte (poco più di un mese su 24 comuni in un territorio bellissimo e ricco di opportunità), che valeva la pena di essere vissuta!! Un abbraccio anche tutti coloro, e sono centinaia, che dopo il risultato mi hanno telefonato e scritto per gli stimoli, le idee progettuali e programmatiche messe in campo!".
di Matteo Pucci
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