Nessun gruppo eversivo ma giovani che, secondo i carabinieri, potevano diventare una baby-gang

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Sono stati tutti scoperti (dai carabinieri di Grassina guidati dal maresciallo Antonio Bonafede) i vandali che nei mesi scorsi avevano imbrattato le mura della casa del popolo di Grassina e del circolo Acli.

 

Disegni di una svastica e la scritta "Ebrei al rogo" sulla casa del popolo; danneggamenti dei giochi dei bimbi e scritte sul circolo Acli.

 

L’attività di indagine ha, come previsto, ufficializzato l'assenza di gruppi sovversivi neonazisti nel territorio di Bagno a Ripoli; ad essere confermata la presenza di un gruppo di giovani con problemi familiari e di inserimento.

 

L’attivita dei carabinieri di Grassina ha permesso di fermare in tempo un fenomeno che, se trascurato, avrebbe portato con ogni probabilità al formarsi di baby-gang.

 

Alla fine del percorso di indagine sono stati identificati e denunciati alla Procura della Repubblica dei minorenni cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, identificati tra tre gruppi composti complessivamente da 28  giovani che frequentano i circoli di Grassina. 

 

Grazie ad una minuziosa indagine messa in essere dai carabinieri della Stazione di Grassina, tutti i ragazzi sono stati identificati e sentiti in merito alla vicenda e i loro genitori opportunamente informati.   

Le indagini sono iniziate circa due mesi fa, in seguito delle denunce sporte dai responsabili della casa del popolo e del circolo Acli di Grassina. In più di un’occasione, negli orari notturni, erano state effettuate numerose scritte, praticamente tappezzando le mura delle strutture che in alcuni casi erano state appena imbiancate.

 

In ricordo di un ragazzo scomparso tragicamente da poco tempo e, in un caso, proprio nelle vicinanze di alcune scritte dedicate al giovane, era stata effettuato un disegno di una grande svastica (all’ingresso della casa del popolo) contornata dalla scritta “Ebrei al rogo”.

 

I carabinieri hanno scoperto che le scritte in ricordo del ragazzo venuto a mancare erano state effettuate ad opera di tre ragazzi minorenni, il giorno dopo la scomparsa del giovane, in sua memoria e a dimostrazione dell’affett.

 

Uno dei tre responsabili delle scritte è anche l’autore materiale del disegno della svastica e della scritta “Ebrei al rogo”: pentito del gesto fatto, e non appartenendo a gruppi estremisti o antisemiti, ha dichiarato che il suo gesto è stato fatto dopo aver consumato bevande alcoliche e con il presupposto di fare… un gesto “al di sopra delle righe”. Che potesse attirare l’attenzione sempre nel ricordo e in memoria del suo amico scomparso, ragazzo eccentrico, il cui ricordo quella notte era particolarmente forte.

 

Gli autori  delle scritte commemorative e della svastica e i loro genitori, si sono scusati con i responsabili della casa del popolo di Grassina e del circolo Acli, dispiaciuti dei danni causati e, nel caso della svastica, dell’immagine lesa.

 

Nell’ambito della stessa indagine i carabinieri hanno individuato altri due giovani, minorenni, facenti parte di un altro gruppo che frequenta l’Acli di Grassina, che durante una notte, arrabbiati per l’improvvisa scomparsa del loro giovane compagno, hanno sfogato la loro rabbia (sempre alterata dall’abuso di bevande alcoliche), sulle giostrine dell’Acli, staccandone un pezzo dallo scivolo e lanciandolo nel torrente Ema.

 

Anche questi si sono ravveduti del loro gesto, pentiti di ciò che hanno fatto, dichiarandosi di voler partecipare, anche economicamente, al ripristino dei danni.

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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