PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – "L’archivio cartelle cliniche dell’ospedale Santa Maria Annunziata è ricavato in uno stanzone del sottosuolo. Collocato in un’ambiente inidoneo, su scaffalature in ferro (le scaffalature, in quanto attrezzature da lavoro, dovrebbero avere libretti d’uso e manutenzione e una serie di caratteristiche da osservare), al cui interno manca un’adeguata areazione".
Inizia così la denuncia di Andrea Calò (in foto), Rsu Cobas pubblico impiego della Asl 10: "In caso di pioggia intensa – rimarca – entra acqua dai muri, le finestre sono piccoli rettangoli posti in alto sulle pareti mentre nel suo complesso il locale è sprovvisto di impianto antincendio e di una porta che garantisca l’incolumità a chi vi opera (ovvero non c’è uscita di sicurezza)".
"Lo stanzone – prosegue il sindacalista – è contiguo ad una porta che collega una parte delle fosse delle tubazioni che costringono gli operatori a respirare esalazioni. Una situazione anomala se si pensa che la legge prevede espressamente che questi documenti (che trattano dati sensibili e lo stato di salute dei pazienti) debbano essere conservati con cura in locali idonei e con prescrizioni molto precise".
Perché, dice Calò, "le violazioni riguardano la tutela, cura e conservazione dei dati sensibili del cittadino da parte della Direzione Sanitaria (vedi codice sulla privacy) , la sicurezza dei luoghi di lavoro e la prevenzione degli incendi. A parte le norme elementari di igiene, che non vengono in questo caso rispettati".
E parliamo di un archivio in cui, dice ancora Calò, "si trovano oltre 10.000 cartelle cliniche".
"Va da sé – prefigura – che l’inosservanza di obblighi all’interno di strutture ospedaliere può portare a seri rischi per il personale che vi opera, per i documenti e per terzi con relative responsabilità di carattere civile e penale per i dirigenti".
"Si tratta di una situazione inaccettabile e pericolosa – conclude – di una vera emergenza che va affrontata sotto molti profili e per la quale i Cobas richiedono alla Direzione Generale e Sanitaria subito l’adozione di misure adeguate al fine di mettere in sicurezza l’archivio cartelle cliniche OSMA sotto ogni profilo. Dalla la tutela, cura e conservazione dei dati sensibili del cittadino, la sicurezza dei luoghi di lavoro e la prevenzione degli incendi , accertando altresì le responsabilità e rimuovendo tutte le inadempienze agli obblighi di legge".
di Redazione
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