BAGNO A RIPOLI – Nei giorni si è svolta a Bagno a Ripoli la visita di una piccola delegazione di bambini e ragazzi della Repubblica del Sahrawi, in questo periodo ospiti presso alcune famiglie del nostro territorio.
Si sono ritrovati nella sala consiliare dove il sindaco Francesco Casini, il vicesindaco Ilaria Belli, l'assessore Francesca Cellini e il presidente del consiglio comunale Francesco Conti hanno dato loro il benvenuto e hanno dialogato insieme ai giovani ospiti.
Successivamente, si sono spostati al circolo di Marina di Candeli, che ha organizzato per loro alcuni giri in canoa sull'Arno e preparato una piccola merenda.
Anche quest'anno, tramite l’organizzazione Associazione nazionale di solidarietà con il popolo Sahrawi (Ansps), sono giunti in Italia circa 200 bambini e bambine per il programma solidaristico d’accoglienza “Bambini Sahrawi – Ambasciatori di pace” che l'Ansps Onlus realizza in partnership con la Repubblica araba democratica Sahrawi (Rasd) e la rappresentanza del Fronte Polisario in Italia.
I bambini sono accolti in oltre 70 località in tutta Italia, tra piccoli e grandi Comuni di 10 Regioni italiane, con il coinvolgimento di circa 40 tra comitati, associazioni solidali ed enti locali, che mettono a disposizione risorse, strutture, luoghi di incontro e condivisione, oltre all’impegno e all’entusiasmo di numerosi volontari.
All'interno del programma sono previsti progetti specifici per bambini diversamente abili, bambini celiaci (la celiachia è molto diffusa tra i profughi Sahrawi) e un progetto sportivo. In tutti i luoghi dove sono ospitati i bambini e le bambine, si tengono in questi giorni iniziative di varia natura, accomunate dall'impegno nel rivendicare una soluzione di pace per il Sahara Occidentale.
“All’interno di questo progetto anche il Comune di Bagno a Ripoli fa la sua piccola parte – – dicono Casini e il presidente del consiglio comunale Conti – dedicando, grazie al lavoro dell’associazione Selma e di tutte le famiglie che collaborano, una giornata ai bambini Sahrawi presenti nel nostro territorio, portatori del messaggio di pace e libertà del popolo del Sahara Occidentale, da 40 anni in attesa di esercitare il diritto all’autodeterminazione”.
di Redazione
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