La risposta del presidente della Regione all’antellese Silvano Guerrini, che sostiene sia il 9 e non il 4 agosto del 1944

BAGNO A RIPOLI – Silvano Guerrini, antellese, è (nel senso buono del termine) una testa dura: si è occupato e si occupa spesso di memoria, cultura e storia locale.

 

Nelle scorse settimane ci ha scritto una lettera in cui sostiene che a Bagno a Ripoli si festeggia il giorno della Liberazione… in anticipo rispetto a quel che accadde: ovvero il 4 agosto invece del 9 (clicca qui per leggere la lettera completa di Silvano).

 

"Non si vuol ancora prendere atto – dice Guerrini – che gli Alleati liberarono il territorio comunale di Bagno a Ripoli  il 9 agosto 1944 con la battaglia dell’Incontro, episodio non marginale che continua a essere ignorato".

 

Lo ha scritto al Gazzettino del Chianti, ma anche al presidente della Regione Toscana. Che ha letto con attenzione e ha risposto a Guerrini. Ecco… come.

 

Gentile Signor Guerrini,

ho letto attentamente la sua email sulle vicende accadute il 4 e il 9 agosto 1944 nel territorio del comune di Bagno a Ripoli e la ringrazio molto per il suo contributo.

 

A questo proposito, la informo di avere inoltrato la sua segnalazione all'Istituto Storico della Resistenza in Toscana, a cui la invito a rivolgersi per un parere in merito. Potrà contattare il dott. Matteo Mazzoni, Direttore dell'Istituto.

 

Sono d'accordo con lei che il giorno della Liberazione è una data fondamentale per tante città e paesi toscani, per la storia e l'identità delle comunità locali.

 

Allo stesso tempo, non ho dubbi sul lavoro degli storici e ritengo che chi ha fissato determinate date lo abbia fatto sapendo quello che faceva; ne è un esempio la data scelta per Firenze: la liberazione della città termina il 31 agosto 1944, ma viene ricordata l'11 agosto.

 

Per quanto riguarda la Regione Toscana, ci siamo posti l'obiettivo di consolidare il sistema della memoria per radicare il diritto di cittadinanza nelle nuove generazioni di toscane e toscani. V

 

ogliamo che tutte le memorie di una stagione storica che ha lasciato una scia di sangue per stragi e bombardamenti, da tenere vivi e dolorosi ancora oggi ricordi capaci di dividere, non si perdano nel tempo e continuino a suscitare emozioni.

 

In questo modo ci auguriamo di produrre anticorpi al razzismo con l'educazione attiva all'esercizio della legalità democratica. La ringrazio per avermi scritto e le invio i miei migliori saluti.

Enrico Rossi

di Redazione

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