AG Belmonte Calcio: i bambini come stella polare dell’azione quotidiana

Il campo rifatto, l'inserimento della variante di Grassina: "La prima scuola calcio della provincia"

PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Niente può essere più invitante, per futuri aspiranti piccoli "campioni", di una palla che rotola su di un tappeto completamente verde, illuminato da potenti luci da stadio. Attratti magicamente dall’atmosfera che si crea intorno, il richiamo può diventare irresistibile.

 

E quest’effetto deve essere stato provato da tutti quei  bambini che quest’anno si sono iscritti all’associazione scuola calcio A.S.D. Belmonte A.G., registrando probabilmente l’annata più numerosa.

 

Un vecchio slogan parlava “del più bel gioco del mondo” ed è innegabile che nell’immaginario collettivo il calcio lo sia: se poi viene affiancato da iniziative portate avanti da figure professionalmente qualificate, rivolte alle famiglie, allora la sua funzione diventa sociale, e questo non può fare che bene a tutta la collettività.

 

Il Gazzettino del Chianti ha parlato con Leonardo Guidotti e Luca Bassilichi, rispettivamente presidente e vicepresidente della A.S.D. Belmonte  A.G.

 

“Ancora non lo sappiamo con esattezza ma forse questo è l’anno che presenta un maggior numero di iscritti alla nostra scuola calcio e sicuramente il rifacimento dell’impianto ha contribuito” comincia raccontandoci Leonardo Guidotti.

 

“Il risultato dei lavori – dice – è andato oltre ogni aspettativa e questo ci è stato riconosciuto a livello professionistico tanto che, quando recentemente c’è stata la nazionale di Malta a Firenze, sono stati mandati dalla Federazione da noi, nel nostro impianto, per una partita di allenamento".

 

"A parte la qualità – tiene a dire Guidotti – ricordiamo che è stato costruito con tutti i requisiti di un campo in erba. Oltretutto, logisticamente, è interessante vista la vicinanza con l’uscita dell’autostrada. Senza contare che è ubicato all’interno di un polmone verde. Tutto questo è gratificante”.

 

Inevitabile non aprire la parentesi variante di Grassina, e di come si inserirà in quest’area: vista la tracciatura del percorso, che girerà intorno all’impianto, ci sono tanti grandi punti interrogativi  a cui non hanno avuto ancora risposte.

 

Certo è che l’amministrazione comunale è ben a conoscenza che in questo spazio c’è una realtà di bambini da tutelare garantendone la salute.

 

Dell’altro grande successo riconosciuto propriamente alla scuola calcio ci racconta il vicepresidente Bassilichi:  “Dal 2012 siamo stati tra le prime tre scuole calcio della provincia di Firenze e nel 2015 siamo arrivati ad essere al primo posto. Per noi è un grande successo perché ci riconosce la qualità non solo tecnica, ma anche delle relazioni sociali che si riescono a sviluppare durante il tempo trascorso qui dai ragazzi".

 

Prosegue Bassilichi: "Pensiamo infatti che da noi loro passano ore e ore, spesso per diversi anni e, dopo la scuola, questi ambienti contribuiscono al la loro formazione accompagnandoli nella crescita umana affinché ne escano tutti uomini, più che campioni”.

 

L’attenzione rivolta all’aspetto sociale e educativo (fondamentale) che lo sport deve assumere in età giovanile, non fa loro perdere di vista quello proprio, sano e agonistico che è racchiuso nel dna di ogni associazione sportiva, ovviamente.

 

“Vogliamo naturalmente migliorarci anche nel valore agonistico perché tutti i bambini vogliono vincere, senza però esagerare perché la visione sociale è essenzialmente nella natura di questa società e del suo consiglio” continua il vicepresidente.

 

Con intelligenza il gruppo dirigente prende atto del fatto che, dagli anni Ottanta, tante cose sono cambiate.

 

I ragazzi rispetto a prima iniziano a praticare lo sport molto presto e spesso i tecnici si ritrovano per primi a dover gestire gli aspetti della motoria  legata al bambino (ed eventuali problematiche); il rapporto con le famiglie deve essere di collaborazione, importante e necessario che cresca anche attraverso iniziative organizzate e a loro rivolte da parte di figure quali psicologi, medici, esperti.

 

“Ci auguriamo che con il tempo questi incontri vengano meglio capiti e frequentati, anche se con un po’ di sacrificio, da parte delle famiglie visti i molteplici impegni che ogni giorno hanno” confida il vicepresidente Bassilichi.

 

Gestire insomma una società come la Belmonte è diventato come gestire una piccola-media azienda. E conciliare il volontariato con la professionalità è una sfida: “La professionalità è sempre molto importante – ricorda Bassilichi – ed il nostro impegno è quello di allargare la base sociale come abbiamo fatto fino ad ora a tante figure professionali, compresa la parte medica, per poter essere ad un certo livello”.

 

Tanti i progetti concepiti con queste idee e valori, tanta la passione che emerge dalle loro parole e tanto il lavoro che si nasconde dietro ad una tale organizzazione.

 

Lavoro volontario fatto con verace impegno  guardando anche oltre l’aspetto propriamente calcistico, a formare un quadro composto da più pezzi che incastrandosi tra di loro formano una rete compatta di persone che collaborano affinché il tessuto sociale si fortifichi.

 

“Gli accordi con le vicine società di Antella e Grassina consentono di far proseguire la strada calcistica ai migliori; ma realisticamente, per quella fascia di ragazzi che non sono destinati o non ambiscono a tali obiettivi, la nostra società costituisce un importantissimo presidio sul territorio per la gioventù visto i numerosi  iscritti che altrimenti potrebbero non sapere come trascorrere il tempo. E sappiamo quanto importante sia l’impegno sportivo ad una certa età adolescenziale" tiene a sottolineare il presidente Guidotti.

 

“Inoltre – aggiunge il vicepresidente con comprensibile orgoglio – è stato possibile potenziare i servizi: la preparazione atletica generale tramite un accurato screening gratuito  sui bambini, un preparatore atletico che segue e dà indicazioni anche per eventuali infortuni, un insegnamento nutrizionale corretto, generale e specifico per uno sportivo. E poi sono stati formati nuovi allenatori con qualifica aumentando così il numero dei preparatori specifici e consentendo anche di mettere su una squadra di portieri”.

 

Lavoro che viene fatto giorno per giorno, in maniera decisa e concreta, cercando di realizzare un progetto alla volta, un passo dopo l’altro fino però al raggiungimento dell’obiettivo posto.

 

Il prossimo sarà quello di potenziare la ristorazione ed il rifacimento degli spogliatoi. “In accordo con l’amministrazione comunale sarà necessario  che su quest’impianto vengano fatti degli investimenti e vengano destinate delle risorse. Realizzare una struttura sostenibile che crei nuove risorse è un passaggio assolutamente necessario” spiega il presidente Guidotti

 

“Questo sviluppo dell’impianto – annuncia – ci porterebbe ad avere una struttura tale che potremmo diventare un circolo sportivo aperto, all’interno del quale si entrerebbe liberamente come punto di aggregazione e non solo per giocare a calcio”

 

Queste le discussioni sui grandi temi dello sport a proposito dei quali lo scorso anno sono stati organizzati dall’associazione Belmonte una serie di convegni e che riprenderanno anche quest’anno. Ancora le date non sono state confermate ma il primo di questi appuntamenti verterà sullo Ius Soli sportivo.

 

Temi generali da loro affrontati a beneficio di queste nuove generazioni, che hanno come unico obiettivo quello di realizzare con successo quei progetti che saranno importanti per la crescita della società stessa che dovrà misurarsi con le necessità dei ragazzi.

 

“E poi – concludono Guidotti e Bassilichi – chissà se un domani qualcuno di questi ragazzi ci auguriamo possano restare all’interno delle maglie dell’associazione,al nostro posto. Portando il suo contributo e la sua esperienza vissuta su quest’erba. Importantissima, di questo ne siamo certi”.

 

Visto così il calcio sembra ancora più bello.

 

 

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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