Gianni Petrioli, profumo di legno e lavoro: falegnameria a Grassina dal 1887

Dolcezza e amarezza nel guardarsi intorno: "E' un lavoro che va fatto volentieri, senza guardare le ore..."

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Entrando si sente subito un buonissimo profumo. Sotto i piedi un pavimento consumato dal tempo e tanti trucioli di quel prezioso materiale che è il legno.

 

Antichissima materia prima al fianco delle civiltà per secoli, oggi c’è chi ancora pratica l’arte di essere falegname con la stessa artigianalità di quando ha iniziato questo mestiere.

 

Gianni Petrioli, storico falegname di Grassina nei pressi di piazza delle scuole, ci ha accolto nella sua bottega: “Pensare che tutto ha avuto inizio esattamente nel 1887 dal mio bisnonno che l’ha fondata, poi è passata al nonno, poi mio padre con lo zio e poi io”.

 

Quattro generazioni che hanno attraversato oltre un secolo di storia. Tantissimi i riconoscimenti proprio perché l’attività è stata condotta ininterrottamente, per oltre centoventi anni.

 

“Sa che durante la guerra lavoravano senza corrente? Con le pialle a mano, ce le abbiamo ancora. Questa è storia. ma purtroppo non viene sempre capita” ci dice commentando un riconoscimento ricevuto dalla Federazione Nazionale Fascista degli Artigiani.

 

Che ci mostra precisando che “noi non s’era fascisti ma a quell’epoca in Italia c’era il fascism. E loro ci premiarono”.

 

Appesi alle vecchie pareti tanti altri riconoscimenti, più recenti. Soddisfazione per questo lavoro: “Tanti medaglioni poi però la vita di tutti i giorni…” commenta Gianni con un punta di amarezza.

 

“Questa è rimasta una bottega un po’ troppo vecchia – riflette – anche se è  tutto a norma, e al momento che smetterò io l’attività finirà. Oggi ci sono i grandi capannoni; io sono un artigiano e faccio lavori di ristrutturazione che purtroppo fra un po’ di anni non verranno più fatti perché non sarà rimasto quasi più nessuno che li potrà fare".

 

"Oggigiorno – sottolinea – con il discorso che conviene buttare anziché riparare, anche il valore del lavoro fatto a mano e il tempo speso per farlo  spesso non viene capito”.

 

Continua: “Adesso non è facile neanche inserire un giovane che volesse iniziare questa attività, ammesso di trovarne uno che potesse essere interessato. Io ho cominciato il mestiere a quindici anni in un’altra falegnameria, poi sono venuto ad aiutare il babbo e lo zio qui dentro”.

 

Ma oggi mille norme e vincoli giuridici sono ottimi deterrenti per chiunque volesse provare ad iniziare un’attività lavorativa: “Fanno passare la voglia, non c’è che dire”.

 

Una storia in centoventi anni, c’è il bene e il male, "il tornare in su ed il rimanere a livella", come dice simpaticamente Gianni.

 

Ma resta il fatto che conoscere il legno, il verso da cui va lavorato ed immaginare cosa verrà fuori resta un’arte.

 

Il suo grande maestro è stato il padre, Lorenzino Petrioli, rimasto in bottega fino a novantadue anni e scomparso circa un anno fa.

 

Parlandone i ricordi lo addolciscono: “E’ un lavoro che va fatto volentieri, senza guardare le ore. Io arrivo la mattina e resto fino alla sera”.

 

Ci mostra una vecchissima fotografia ingiallita dal tempo, con ritratti il nonno con alcuni operai ed il padre bambinetto. Già in bottega.

 

Gli attrezzi, il banco da lavoro, il metro ed il lapis che Gianni tiene in mano rappresentano davvero il saper lavorare, raccontano se stessi.

 

Da un pezzo di asse realizzare qualcosa che avrà nuova vita: ecco, questo è veramente il segreto di un'attività e fino a qualche anno fa veniva orgogliosamente mostrato ai bambini delle scuole elementari di Grassina.

 

Ce lo racconta sorridendo Gianni: “Venivano qui da me e gli facevo vedere il giardino e gli spiegavo i vari tipi di alberi: il pino, il faggio, l’abete. Poi ora sono anni che nessuno è più tornato perché dicono che è pericoloso portarli per la strada”. Anche in questo le cose sono cambiate… forse.

 

Per adesso ringraziamo Gianni e i suoi predecessori; per aver portato avanti con passione questo antico e nobile mestiere per così tanti anni.

 

Ulteriore testimonianza di quanto questo territorio sia secolarmente impregnato di storia artigiana che ha contribuito a rendere famosa la nostra regione in tutto il mondo.

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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