BAGNO A RIPOLI – Il MoVimento 5 Stelle di Bagno a Ripoli torna a mettere nel suo focus la verifica del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) sul Comune di Bagno a Ripoli.
"Mentre nel maggio 2014 – dicono – la festa elettorale del sindaco Francesco Casini volgeva al suo epilogo, il MEF (che non spreca risorse a caso…) entrava nelle stanze del palazzo comunale e svolgeva una verifica durata 20 giorni".
"Venti giorni – proseguono – durante i quali niente, proprio niente trapelava, quasi come se non fosse stata cosa che dovesse riguardare i consiglieri neo eletti. Tutto accadeva nel silenzio di dirigenti, impiegati e sindaco che forse, all’apertura del suo mandato fatto di “trasparenza, condivisione, comunità” e tante altre belle parole del vocabolario che resteranno nell’etere (altro che “detto, fatto, scritto”)".
"La verifica – ricordano – riguardava una serie di spese in consulenze, incentivi, incarichi, progetti, che assorbivano quasi 1 milione di euro dalle casse del Comune. Così, mentre la festa elettorale volgeva al suo epilogo in piazza Umberto I a Grassina tra promesse ed impegni , fanfara e pubblico entusiasta, quegli ispettori del Ministero (chiamiamoli ispettori e non “amici” come li ha definiti il sindaco) redigevano il loro verbale (“verbale” e non “relazione”)".
Il M5S prosegue nella ricostruzione: "A settembre 2014 il verbale del MEF giungeva in Comune a Bagno a Ripoli all’attenzione del sindaco e non solo: anche alla Corte dei Conti . Le 13 criticità riguardanti il periodo 2009-2013 rilevate dagli ispettori ministeriali, durante il mandato di Luciano Bartolini, quando il nostro sindaco era assessore al bilancio con deleghe varie (il suo curriculum politico e quindi le sue responsabilità sono abbondanti), riguardavano una sostanziosa consulenza urbanistica che avrebbe già dovuto svolgere l’ufficio competente (o incompetente… non si sa) costata oltre 500.000 euro, alcuni incentivi “gonfiati” ai dirigenti, incarichi dati senza alcuna selezione pubblica e altra robetta simile, fino ad arrivare a circa 900.000 euro. Se si considera che si tratta di circa il 5% del bilancio comunale, il problema non risulta trascurabile".
"A novembre inoltrato – rimarcano- una “soffiata” degli impiegati del Comune, avvisano i consiglieri di opposizione che, durante una riunione col sindaco, si vedevano congelare i futuri incentivi: manovra cautelativa di accantonamento. In parole più semplici: non si sa mai, intanto mettiamo da parte un po di soldi, ché forse ce li richiedono indietro…".
"A gennaio 2015 – continuano – il MoVimento 5 Stelle presenta interroga il sindaco in consiglio comunale, sul perché della gestione silenziosa e poco trasparente della verifica e sulle conseguenze future che ne sarebbero derivate. Le risposte fumose e poco centrate del vicesindaco Ilaria Belli, sono documentate nell’audio del consiglio del 28 gennaio scorso".
Continua la ricostruzione:"L’associazione Insieme per Bagno a Ripoli richiedeva poco dopo il verbale redatto dal MEF (trattandosi di atto pubblico) ; il verbale non sarebbe mai giunto ai richiedenti; in compenso gli uffici “avvertivano” quei cittadini che gli atti richiesti non erano divulgabili alla stampa e che ogni azione che danneggiasse l’immagine dell’amministrazione comunale poteva essere passibile di querela (quanto zelo nel far rispettare la legge…!)".
"Cittadinanza Attiva intanto – evidenziano – preparava una lettera sottoscritta da molti cittadini , con cui invitava il MEF a non abbassare il livello di attenzione sulla questione. Le dichiarazioni della vice sindaco Belli a gennaio in consiglio comunale: “Dei 13 rilievi alcuni hanno avuto puntuale adempimento e ne sono già state fornite le puntuali evidenze. Per altri punti le controdeduzioni sono in corso di elaborazione e saranno inserite nella relazione che sarà comunicata al MEF entro il mese di marzo”, venivano prontamente disattese.Le controdeduzioni del Comune non erano pronte né a marzo, né a maggio , né a giugno… bensì al metà luglio, quando, durante una Commissione apposita, l’ufficio addetto descriveva e spiegava come avrebbe risposto al MEF, senza di fatto sembrare effettivamente convincente (avrà convinto i funzionari del MEF o il giudice della Corte dei Conti?)".
"Siamo giunti così a oltre 18 mesi da quella ispezione – arrivano all'oggi – alcuni fondi per gli incentivi ai dipendenti sono stati sbloccati, garantisce il sindaco, perché sembra che alcune risposte siano state accolte, (gli crediamo “sulla parola” …?)".
"Babbo Natale – concludono – noi comuni cittadini che siamo fuori dalle stanze e dalle casse dell’amministrazione, quando potremo capire come vengono gestiti i nostri soldi? Quando saremo padroni dei nostri contributi che invece di andare ai servizi, alle infrastrutture, a progetti per la comunità, si disperdono in rivoli contorti e torbidi che solo l’interesse privato riesce a produrre…? Questo ti chiediamo… niente altro".
di Redazione
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