“Progetto Andrea”: dal dolore per la morte di un figlio una fiammella che arde

La mamma, Roberta Bagnoli, ci racconta uno straordinario percorso di solidarietà

BAGNO A RIPOLI – Dietro ad ogni nome c’è sempre una persona, dietro ad ogni persona un volto e la sua storia talvolta ingiustamente corta.

 

Non esistono parole che possano raccontare il dolore sofferto da quei genitori che incomprensibilmente e contro natura vedono la vita di un loro figlio appena ragazzo interrompersi drammaticamente.

 

Niente ha più senso, anni bui e vuoti, inimmaginabili fino a quando nell’aridità del dolore un seme di quell’amore che sembrava sparito germoglia e sopravvissuto si fa spazio cercando la luce del sole. Necessaria per  un'altra vita.

 

Ecco che allora i fatti contano molto più di mille parole, al di là di ogni credo la capacità di regalare ancora  amore è il vero miracolo.

 

In una mattinata fredda di dicembre Roberta Bagnoli, mente e corpo di “Progetto Andrea onlus”, ci accoglie in casa e inizia a raccontare al  Gazzettino del Chianti qualcosa di veramente bello.

 

“Da un momento di dolore assoluto – ci racconta con un grande sorriso – ci siamo risollevati pensando di realizzare un desiderio di nostro figlio Andrea. Spesso da ragazzino, quando vedeva in televisione bambini sofferenti  in qualche parte di questo mondo, mi diceva che quando avessimo avuto un po’ di soldi lui li avrebbe voluti mandare a loro. Esaudire questo suo sogno ci ha fatto tornare la voglia di vivere”.

 

“Insieme a mio marito Mino e all’altro mio figlio Marco – continua il suo racconto – abbiamo creduto che aiutare i bambini fosse la luce di Andrea. Volammo per la prima volta carichi di speranza verso l’India, creammo la onlus e tante altre volte tornammo in quella meravigliosa terra appesantita di drammatici contrasti".

 

"Pensammo che l’educazione scolastica dei più piccoli – dice ancora – insieme alla cura sanitaria, fosse tra le priorità per migliorare le loro condizioni di vita. Così aiutati dall’ordinamento di suore di cui aveva fatto parte anche Madre Teresa  siamo riusciti a fare edificare una scuola a Barasat, città altamente popolata quanto estremamente povera".

 

"Non senza qualche difficoltà quello che era il nostro progetto aveva preso forma, oltre ogni aspettativa  ed aveva regalato a noi una felicità inaspettata”: mentre parliamo ci mostra le tante fotografie scattate durante i loro viaggi, insieme ai bambini e all’inaugurazione della scuola.

 

La storia continua: “Poi è stata la volta dell’Uganda, terra martoriata per anni dalla guerra in cui i bambini hanno pagato il prezzo più alto. Nella zona nord del paese, ad Aber-Lira siamo riusciti a far costruire un piccolo ospedale in cui tutt’ora i lavori stanno proseguendo per ripristinare l’impianto idrico che è stato compromesso durante una forte pioggia”.

 

Piena di entusiasmo Roberta ci coinvolge dicendo che tutto questo naturalmente non sarebbe stato possibile senza quei soldi ricavati come onlus durante i vari mercatini artigianali a cui lei con alcune amiche prendono parte vendono manufatti curati da loro stesse; e grazie alle donazioni di amici ma anche di persone che non conoscevano ma che si sono avvicinate con fiducia a questo loro progetto.

 

“Noi siamo molto attenti a comunicare con estrema chiarezza e trasparenza  tutto quello che viene realizzato con questi fondi – tiene a specificare – Abbiamo dei professionisti che ci aiutano e personalmente ci occupiamo di andare e portare fisicamente questi soldi raccolti a destinazione“.

 

Inoltre è possibile rilasciare il 5×1000 intestandolo proprio al progetto stesso.  Insomma una organizzazione che negli anni ha acquisito un’identità propria a tutti gli effetti, facendosi conoscere dai tanti.

 

Qualche anno fa Roberta ed il marito Mino ricevettero da parte dell’amministrazione comunale di Bagno a Ripoli il riconoscimento “Una vita Premiata” proprio per questa loro attività che si era contraddistinta per il valore che rappresentava.

 

“Vorremmo però che sempre più persone potessero conoscere il nostro lavoro affinché il sostegno potesse aumentare. In questi posti la gente ha bisogno veramente di tutto, ci sarebbe tanto da fare.” continua Roberta anticipandoci che il prossimo anno dovrebbero tornare ancora in India.

 

Anche il sito web realizzato serve a spiegare le varie attività oltre che fornire tutte le informazioni su come fare a sostenere i progetti.

 

Restiamo sinceramente impressionati dalla capacità e dalla generosità disarmante  con cui questi genitori portano avanti questo impegno, accompagnati da una presenza  che si percepisce guidarli.

 

Stai tranquillo Andrea che il tuo caldo lume resterà acceso: www.progettoandrea.it; info@progettoandrea.it.

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...