ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – Nuova effrazione in casa di don Giovanni Martini, parroco della chiesa di Santa Maria all'Antella.
Ieri sera, rientrando a casa, ha constatato che ignoti si erano introdotti nuovamente nel suo appartamento, tramite la rottura di una finestra e si erano appropriati di pochi spiccioli per poi darsi alla fuga.
Già tre settimane fa, sempre nell’appartamento del parroco, erano state portate via tutte le monete frutto delle offerte domenicali.
Il fatto che i due eventi siano avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, fa pensare che non si tratti di “semplici” furti ma che dietro i reati si celi qualcos’altro.
Sembra che qualcuno che conosce le abitudini del parroco voglia comunicare al prelato “qualcosa”. Don Giovanni, un sacerdote dal cuore grande, è conosciuto ad Antella per la sua disponibilità di aiutare chiunque ne abbia bisogno.
Infatti anche la Caritas parrocchiale, fondata dallo stesso don Martini, è particolarmente attiva nel sostegno dei bisognosi, con la distribuzione di alimenti e vestiario.
Ma nei mesi ci sono stati vari “atteggiamenti irrispettosi e violenti da parte di alcuni assistiti”, come ha scritto lo stesso parroco in un cartello in cui spiegava i motivi per cui un mese fa ha dovuto interrompere il servizio Caritas.
Infatti a seguito di pretese, minacce, gesti violenti da parte di alcuni frequentatori della Caritas nonché dal fatto che alcuni degli assistiti venivano da molto lontano, rifiutando la registrazione dei nominativi, mentendo anche sulle loro condizioni di vita mostrando a volte delle condizioni di “finta miseria”, il prelato ha deciso di sospendere il servizio.
Ora riaperto ma solo grazie all'intervento dei carabinieri della stazione di Grassina, comandati dal maresciallo Antonio Bonafede che, assicurando la loro presenza nei giorni di apertura della Caritas, fanno sì che gli addetti possano operare in tranquillità e con serenità.
Infatti i carabinieri stanno controllando le persone che si presentano alla Caritas e che usufruiscono del servizio.
E pare proprio che siano emerse anche delle “anomalie”, come persone fermate per controlli da parte delle forze dell'ordine con molti soldi in tasca o pregiudicati o qualcuno che non ha bisogno di quel cibo e quei vestiti.
Ipotizzabile dunque che i furti subiti da Don Giovanni possano essere la conseguenza anche delle restrizioni che il prelato ha deciso di adottare nell’elargire alimenti e altro alle persone in difficoltà: come dire… “tu non ci dai l’elemosina e noi ti rubiamo a casa”.
di Matteo Pucci
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