CASTELLINA IN CHIANTI – Il sindaco di Castellina in Chianti, Marcello Bonechi, è stato rieletto coordinatore regionale delle Città dell’Olio della Toscana, all'unanimità, dall’assemblea dei soci che si è riunita a Siena, nei locali della Provincia, lo scorso 12 gennaio.
Innanzitutto, le congratulazioni sindaco Bonechi…
"Sono molto onorato di poter continuare a portare avanti il lavoro programmato e realizzato nei due anni in cui ho svolto analogo incarico. Per questo, ringrazio ancora una volta il presidente e il direttore dell'associazione nazionale, Enrico Lupi e Antonio Balenzano, e tutti i colleghi amministratori soci che mi hanno confermato la loro fiducia. Tra gli scopi dell'associazione vi è quello di sensibilizzare e promuovere una “cultura dell'olio” nei confronti dei consumatori, in modo che questi siano sempre più consapevoli e in grado di riconoscere e apprezzare le qualità del prodotto e delle sue tecniche di produzione. C'è molto lavoro da fare: insieme alla Regione e ai consorzi toscani stiamo definendo un protocollo di intesa per costituire un tavolo permanente di confronto sulle politiche di programmazione del comparto olivicolo nei vari territori, sia dal punto di vista produttivo sia da quello ambientale e paesaggistico".
Quanto è importante per il Chianti questa sua conferma nel ruolo di coordinatore regionale dell'associazione?
"Il Chianti è un territorio famoso in tutto il mondo, oltre che per le proprie bellezze paesaggistiche, anche per il nostro prodotto tipico di eccellenza, il vino, con il suo inconfondibile Gallo Nero. Per fortuna, il mercato del settore si sta rivelando stabile, se non addirittura in crescita, e questo consente alle aziende di poter lavorare al meglio e, contemporaneamente, al territorio di risentire con minore intensità la diffusa crisi economica e occupazionale di questi anni. Ritengo, però, che sul fronte della produzione olivicola e della sua piena valorizzazione ci sia ancora molto da fare e talvolta si ha la sensazione diffusa che l'olio sia considerato come il cugino povero del vino. L'olio chiantigiano, per le caratteristiche altimetriche e geologiche del nostro territorio, ha una qualità e delle peculiarità che lo rendono unico e dobbiamo lavorare tutti insieme per comunicarlo in modo più efficace: dalle istituzioni alle aziende, dalle associazioni di categoria ai consorzi, fino al mondo della ristorazione. Senz'altro, credo che la presenza di un sindaco di un Comune del territorio nel ruolo di coordinatore dell'associazione possa essere utile a rilanciare e riposizionare il Chianti e il suo olio a livello regionale. Tra l’altro, proprio nel corso del 2015, tutti gli otto Comuni del nostro territorio sono entrati a far parte dell’associazione, con l’effetto di valorizzarla ulteriormente".
L'olio di oliva e in particolare quello toscano hanno subìto negli ultimi anni pesanti attacchi sulla stampa, anche internazionale, a seguito di alcuni episodi di frode. Oltre alle competenze istituzionali degli organi addetti al controllo delle produzioni alimentari e al ruolo dei consorzi di produzione, quali azioni e strumenti può mettere in campo l'associazione per evitare tali fenomeni, da un lato, e che gli stessi si ripercuotano negativamente sull'immagine di tutto il territorio e delle sue aziende?
"L'associazione può fare molto per la valorizzazione delle denominazioni di origine e, da questo punto di vista, il nostro territorio e le sue aziende sono ben rappresentate dal Consorzio Olio Dop Chianti Classico, con il quale abbiamo già avuto occasione di collaborare in varie occasioni. Per quanto riguarda, più in particolare, il fenomeno felle frodi, è evidente che il problema andrebbe tagliato alla radice, ovvero fare in modo che queste non avvengano; più realmente, quando queste si manifestano, gli operatori del settore devono essere in grado di unire le proprie voci a tutela e difesa di un prodotto di eccellenza come il nostro olio e l'associazione può rivelarsi lo strumento utile per il coordinamento delle intenzioni e delle azioni di tutti. Dal punto di vista della comunicazione e del marketing nei confronti del grande pubblico, continueremo a promuovere e organizzare eventi itineranti di degustazione, come quello realizzato nello scorso mese di dicembre nell'affascinante scenario di via delle Volte a Castellina, che ha visto una buona partecipazione di pubblico e di aziende nonostante il periodo di bassa stagione. Per quanto riguarda, invece, l’azione culturale e di prospettiva da realizzare nei confronti delle nuove generazioni, proporremo ancora le iniziative di Bimboil e Girolio, attraverso il coinvolgimento degli istituti scolastici".
di C.C.
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