GAIOLE IN CHIANTI – Andare in soccorso delle persone, magari rimaste vittime di un incidente stradale, e rischiare di incappare in un incidente stradale, con l'ambulanza lanciata e in emergenza, a causa di cinghiali o caprioli che attraversano la strada.
La questione della massiccia presenza degli ungulati in territorio toscano (e ovviamente anche nel Chianti) sta facendo discutere da mesi.
Nelle ultime settimane, in attesa che la Regione Toscana approvi la legge che prevede un massiccio abbattimento di animali per riportarli a quote tollerabili, la polemica si è letteralmente infiammata.
Uno degli argomenti di coloro che sostengono che non sia più rimandabile un contenimento, in particolare di cinghiali e caprioli, è quello della sicurezza sulle strade.
Un puno di vista originale su questo tema ci arriva da Gaiole in Chianti: Filippo Pieralli infatti presta servizio presso la Misericordia gaiolese come autista soccorritore del servizio di emergenza e urgenza (e La Racchetta), e ci racconta quello che accade (e l'esempio sarebbe facilmente estensibile a molte delle nostre zone chiantigiane) soprattutto nei turni notturni.
"Vorrei far capire a tutti i cittadini – dice Pieralli – un altro problema legato a questa emergenza, oltre a quello delle devastazioni delle colture e della sicurezza stradale".
"Fare emergenza con le strade inondate di animali di qualsiasi specie – entra nella questione – entra nella questione – rallenta i soccorsi (ambulanze e auto mediche) e tutte le forze dell'ordine che (purtroppo devono correre un po di più) per portare aiuto a chi ne ha bisogno".
"La notte scorsa per esempio – ci spiega – eravamo di turno d'emergenza presso la sede di Gaiole, arriva una chiamata d'emergenza verso la mezzanotte (codice giallo a Radda in Chianti): 10 km di strada immersa nei boschi, sirene a lampeggianti accesi come da regolamento e velocità ridotta anche nei rettilinei per essere pronti ad eventuali "incontri imprevisti" che non si son fatti mancare".
"Due caprioli dopo tre km – continua – che ci hanno fatto prendere un bello spavento e dopo poco tre cinghiali che mi hanno costretto ad arrestare l'ambulanza perché uno non aveva intenzione di togliersi di mezzo".
Ma non basta:"Rientrati dal servizio, alle tre circa, altra chiamata d'emergenza sul nostro territorio che ci costringe a partire per soccorrere e portare una bimba di 4 anni con crisi respiratoria al pronto soccorso di Siena, ed ovviamente per strada un cinghiale "ci saluta" subito usciti dal centro abitato dal ciglio della strad".
Una continua corsa a ostacoli: "In zona Pianella, dietro una curva, ancora una volta fermo l'ambulanza davanti a quattro caprioli intenti a brucare foglie cadute nell'asfalto costringendo un viaggio di 24 km ad uno slalom per il "piacere" della piccola paziente e soccorritori".
"Pensate – dice Filippo invitando alla riflessione – quanto fa la differenza di un buon soccorso l'arrivare quei minuti prima, oppure l'arrivare evitando un incidente con il mezzo di soccorso (incidenti purtroppo già avvenuti in passato)".
"Non voglio entrare nel merito della futura legge regionale – conclude Pieralli – delle proteste per gli ungulati e quant'altro, ma far capire che esiste anche questo problema che coinvolge tutti gli operatori del soccorso. Che devono far presto per aiutare ed essere aiutati nel momento del bisogno".
di Matteo Pucci
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