Gli anni ’50, come eravamo: applausi a scena aperta per quelli di “Stasera ti butto”

La compagnia teatrale ha messo in scena, all'Acli di Grassina, "I' figliolo di' prete", di Brunetto Salvini

GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Le luci di sala si spengono, gli ultimi arrivati si affrettano a prendere posto, il brusio sparisce quando nell’aria inizia a suonare la canzone vincitrice del primo festival di Sanremo  “Grazie dei fiori”.

 

La scena ricreata che si apre dietro al sipario è quella della canonica di una chiesa di campagna fiorentina dove si alternano personaggi  tipici del dopo guerra italiano, anni ‘50.

 

Gli spettatori presenti alle due rappresentazioni messe in scena al teatro del circolo Acli di Grassina, sabato 30 e domenica 31 gennaio, de “I’ figliolo di’ prete”, della storica compagnia teatrale “Stasera ti butto”, hanno potuto assistere ad un alto livello di recitazione.

 

La regia di Renzo Calamai ha ben orchestrato gli attori all’interno del set.  Non si è trattato più solo di una commedia divertente in vernacolo, la trama non lo consentiva.

 

Gli attori, tutti bravissimi, calati nei loro personaggio hanno saputo interpretare i ruoli con garbo, ironia e giuste sfumature drammatiche che la storia richiedeva.

 

Sandrina, una giovane rimasta incinta decide di tenere il figlio nonostante il rifiuto del compagno, sfidando così il giudizio dei compaesani e affrontando con coraggio le difficoltà che l’aspettano.

 

Sarà Don Lorenzo, prete dalle idee e mentalità quanto mai moderne, ad escogitare un espediente imprevedibile e impensabile per risolvere il problema della ragazza. Tutto si appianerà per Sandrina, mentre per il sacerdote….

 

Lunghi dialoghi riportavano alla memoria quella che era la situazione dell’epoca, la buonafede delle persone, la  fiducia totale nel priore che, anche se visto come antagonista del progresso proletario, aveva il pieno rispetto di tutti. 

 

Il dislivello culturale di una società contadina pronta però a correre in aiuto del prossimo bisognoso per difenderne quelli che erano i valori morali fondamentali.  I costumi ed il trucco hanno perfezionato il quadro.

 

In sala, seduto in prima fila, anche un emozionato Brunetto Salvini, autore della storia, che si è complimentato con tutto il cast al termine della commedia di domenica pomeriggio.

 

Il risultato ha superato di gran lunga le aspettative, prova ne è che in entrambi gli spettacoli il teatro fosse pieno.

 

Complimenti a tutta la compagnia, che negli anni è cresciuta dimostrando in quest’ultimo lavoro una maturità raggiunta.

 

Inoltre, ancora una volta è stata regalata una piacevole occasione in più alla comunità per ritrovarsi e stare insieme, contribuendo anche a sostenere il progetto di autofinanziamento di un circolo che appartiene a tutto il paese.

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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