GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Nonostante le vibranti proteste e le parole di fuoco scritte dal preside dell'Istituto Comprensivo "Antonino Caponnetto", Marco Panti, sul sito web della scuola, sembra proprio che la verità sulla vicenda dei cacciatori arrivati fino ai confini del giardino della scuola Marconi di Grassina sia molto lontana da quello che è stato raccontato.
Tanto che pare che nel mondo della caccia della zona ci sia (ed è un eufemismo) molto malumore, e i carabinieri della Stazione di Grassina stanno indagando per procurato allarme.
Sembra proprio che la storia così some è stata raccontata sia completamente tutto falsa. I colpi si sarebbero sentiti sì, ma molto lontani (a km di distanza) e in regola dal punto di vista della legge e della normativa vigente.
La cosa ha destato scalpore tanto che i carabinieri della Stazione grassinese si erano messi subito in moto per le indagini: scoprendo anche che il capriolo non sarebbe morto per ferite di nesusn tipo, ma di morte naturale in seguito allo spavento per la situazione.
E il cane visto intorno al giardino della scuola sia di un cacciatore chiamato dagli stessi agenti della polizia metropolitana, intervenuti per soccorrere l'animale.
Poi, come detto, in seguito alle parole del preside del "Caponnetto", l'avvio dell'indagine ulteriore che mira a risalire a chi abbia messo in giro la notizia così come poi è stata raccontata.
di Redazione
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