ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – Torna il “Comitato l’Autostrada che Vogliamo” – Comitato di Cittadini per la difesa del territorio di Bagno a Ripoli – per riprendere la sua azione di contrasto a un’opera che, secondo molti, per le sue dimensioni devasterà in maniera definitiva un territorio finemente antropizzato da secoli.
Un milione e 519.300 metri cubi di terre di scavo della terza corsia A1 da Firenze Sud a Incisa e della galleria di San Donato verrebbero scaricati alle sorgenti dell’Isone, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termini di impatto geologico e idraulico per tutta la valle che sfocia a Ponte a Niccheri.
Una rimodellazione paesaggistica che coinvolgerebbe 24 ettari di territorio (oltre trenta campi da calcio) sottratti alla comunità perché recintati come pertinenza autostradale.
Una discarica di terre variamente inquinate estesa per 24 ettari, i cui problemi di stabilità e di inquinamento resteranno sotto la vigilanza di Autostrade Spa a grave rischio per la sicurezza e la salute della comunità di Antella.
“Nessuna trasparenza o partecipazione con la popolazione – denuncia il Comitato, tornato questa mattina in piazza Peruzzi – dopo un iter di due anni, con un progetto mai presentato in pubblico nonostante l’istituzione del Comitato regionale di controllo, nel quale è presente un rappresentante del Comune di Bagno a Ripoli e di Commissioni comunali speciali che potevano e dovevano informarsi, o essere informate, e informare.L’amministrazione di Bagno a Ripoli cadeva dalle nuvole quando, all’inizio di dicembre 2015, riceveva la documentazione dello sciagurato progetto, già approvato con decreto di V.I.A. il 21 gennaio 2015”.
Riponendo fiducia nella vigilanza delle istituzioni, i cittadini non si sono attivati per percorsi di informazione e partecipativi per osservazioni al progetto di Variante dopo la pubblicazione su alcuni quotidiani, come prescrive la legge, avvenuta già il 23 giugno 2011.
“Questa vicenda – dicono ancora dal Comitato – denota l’assoluta noncuranza da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute, nonostante si fossero assunte l’esclusiva gestione dei rapporti tra Autostrade e cittadini”.
“Un’opera inutile – dicono ancora – come da noi già sostenuto e come i fatti stanno dimostrando, con una diminuzione del traffico sulla tratta Firenze-Roma, anche grazie a collegamenti ferroviari più rapidi ed economici”.
Il Comitato auspica che le istituzioni siano al fianco dei cittadini nel pretendere, se venisse realizzata, “L’Autostrada che Vogliamo” senza assoggettarsi a “L’autostrada che vogliono gli altri”.
In vista dell’ultimo atto, la Conferenza dei Servizi, l’impegno quindi a rinnovare la mobilitazione, come già avvenne nell’autunno del 2005, diffondendo i progetti e le criticità e portando avanti azioni strategiche: come organizzazione di eventi mirati ad ottenere visibilità sulla stampa e sulle televisioni (manifestazioni di protesta, convegni, comunicati stampa periodici); ripristino del gazebo nella piazza dell’Antella per rinnovare l’informazione alla popolazione; istituzione di un osservatorio autonomo su tutti i lavori che verranno eventualmente cantierati.
Prossimo appuntamento, sabato 19 marzo. Alle 10, ritrovo a Osteria Nuova (chiesa di San Giorgio a Ruballa) per una passeggiata alle sorgenti dell’Isone "per andare a conoscere – concludono – i luoghi da difendere da una scelta scellerata, per opporsi all’avvelenamento del nostro territorio e della nostra salute".
di Stefano Casprini
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