IMPRUNETA – Era stata intitolata "Cotto e Fiori" la rassegna che avrebbe (il condizionale è d'obbligo) dovuto animare il centro storico di Impruneta nel week end del 6 e 7 maggio.
Una festa che, usiamo un eufemismo, è uscita fuori… "zoppa". E non sono mancate le polemiche, in particolare da parte dei commercianti che domenica 7 maggio avevano tenuto aperto per dare ulteriore segnale di vitalità.
E' stata una di loro, Claudia Berti, a postare sui social un lungo sfogo: "Cotto e fiori, era stata intitolata così questa manifestazione promossa da Pro Loco Impruneta e patrocinata dal Comune, tanto che anche il signor sindaco l'aveva pubblicata nel calendario degli eventi del 6-7 maggio scrivendo che le fornaci del cotto sarebbero state in piazza Buondelmonti".
"Al posto del cotto – scrive Berti – c'erano i catini di plastica celesti, qualche banco alimentare uno di abbigliamento e due di fiori. Il cotto è al suo solito posto, sotto i loggiati del Comune, ma senza fiori bensì con delle nature morte. E anche da parecchio. Come commercianti avevamo creduto nell' idea e stabilito di aprire per collaborare e per dare l'impressione di essere un paese che vive".
"Personalmente – prosegue con durezza – mi vergogno di essere parte di questo nulla. Anzi di questa miseria che è molto peggio del nulla: ma credo che si dovrebbe vergognare chi ha l'arroganza e la presunzione di saper fare tutto, chi non cerca la collaborazione ma gestisce ogni cosa come se gli appartenesse. Chi non si assume la responsabilita dei propri sbagli ma la scarica su altri".
"Perché – aveva concluso – non ci spiegate pubblicamente come è andata? Perché le fornaci non ci sono? Erano state invitate a partecipare? Era stato pianificato l'evento con anticipo in modo da poter avere tempo per organizzarsi? Perché c'è un mercatino inqualificabile al posto di cotto e fiori? E poi l'ultima la più grave. Come vi viene in mente e chi vi da il diritto di sputtanare il nome del cotto che è storia cultura e tradizione di questo paese mescolandolo con questo mercatino?".
Qui di seguito pubblichiamo la risposta integrale del sindaco, Alessio Calamandrei.
Vorrei fare alcune piccole riflessioni su quanto mi è capitato di leggere in giornata sui social e a seguito di alcune telefonate che ho ricevuto. Permettetemi però di fare un piccolo passo indietro.
Come molti di voi sanno, perché più volte ce lo siamo detti nelle riunioni, meglio fare qualche iniziativa in meno ma fatte bene. Questo è sempre stato il mio pensiero. Allo stesso tempo, se si vuol crescere, si deve anche sperimentare ed a volte rischiare.
Senza andare troppo indietro ma rimanendo solo al 2017, vorrei ricordare che ad Impruneta abbiamo iniziato con la prima Befana Volante, con la piazza strapiena di bambini e adulti col naso all'insù, ed una partecipazione inattesa tanto che i regali per i bambini, "chissà quanti ne avanza!" non sono bastati.
Così come è ripartita una seppur piccola tradizione che è quella del falò in piazza alla conclusione del carnevale, di nuovo con la piazza piena, e siamo riusciti a portare il "mercato del Forte dei Marmi" in piazza Buondelmonti e tutti sappiamo che era quasi impossibile muoversi.
Almeno fino a qui credo si possa essere tutti d'accordo, come sappiamo tutti che quando le cose funzionano bene, tutto è dovuto.
Da quando sono sindaco, si è avuto la nascita della Pro Loco di Tavarnuzze, e si sono succeduti ben quattro consigli della Pro Loco di Impruneta (presidenti: Salvatici, Gasparri, Albanese, Martucci di Scarfizzi).
Che "il mettere d'accordo" proloco, commercianti, associazioni, aziende agricole, fornaci, non sia cosa facile è altrettanto risaputo. Ci metto anche l'amministrazione, perché non voglio certo tirarmi fuori dalle critiche. Quello che dobbiamo fare tutti insieme è senza dubbio un maggior coordinamento, che però richiede l'impegno di ognuna delle categorie che ho richiamato sopra.
Ogni anno fra dicembre e gennaio l'amministrazione invia una scheda da compilare per creare il calendario degli avvenimenti dell'anno. Quando su circa 60 schede che inviamo, rispondono nei termini meno di una decina, mi sento di dice che "abbiamo un problema".
L'amministrazione non riesce ad essere abbastanza incisiva? Può essere. Ma vorrei ricordare che i sindaci passano, la comunità resta. Resta e deve crescere nella coesione, inclusione, e confronto.
Come ci siamo sempre detti le Pro Loco devono essere "il braccio armato dell'amministrazione", a volte ci siamo riusciti, altre meno. Oggi, senza entrare nel merito, ritengo che sia stato quel meno che deve portarci a riflettere e ad avere una migliore organizzazione sugli eventi. Organizzazione dove però tutti devono sentirsi coinvolti, nel bene e nel male, per far si che la crescita della comunità sia collettiva.
Il prossimo appuntamento importante che vedrà coinvolta Impruneta è il fine settimana del 2-3-4 giugno con la terza edizione di Buongiorno Ceramica.
Stiamo cercando di coinvolgere tutti, ed il fulcro centrale di quest'anno non potrà che essere la mattina di sabato 3 giugno, quando, dopo 27 anni (si avete letto bene, 27 anni poiché la legge è del 1990), le fornaci Imprunetine (che al momento hanno presentato la documentazione) marchieranno ognuno il proprio "pezzo 0" col marchio CAT (Ceramiche Artistiche Tradizionali).
E' stato un impegno iniziato da subito, e chi è coinvolto in questo "girone infernale" sa bene che non abbiamo mollato un secondo per portare a casa il risultato.
Possiamo fare di più? Possiamo fare meglio?
Certo, come ognuno di noi nella propria vita, e cercheremo di farlo. Ma ritengo fondamentale che ognuno faccia la propria parte, per far si che certe "leggerezze" che qualcuno può fare in buona fede, possano magari essere corrette e riviste da più persone tramite la partecipazione attiva alla programmazione e creazione degli eventi.
di Matteo Pucci
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