TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – "Vendesi “ex-Casa del fascio” di Tavarnuzze: la Giunta comunale di Impruneta nei giorni scorsi ha deciso di voler incrementare l'offerta immobiliare di patrimonio comunale da mettere in vendita".
A dirlo sono i Verdi per Impruneta: "Con la delibera n.72 del 13 giugno ha approvato quello che in burocratese si chiama “elenco dei beni immobili ricadenti nel territorio, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di dismissione”. Un precedente elenco era già stato approvato con a deliberazione n. 17 del 28 febbraio e poi ratificato dalla maggioranza in consiglio comunale contestualmente alla approvazione del bilancio 2017".
"Il Piano – ricordano – prevedeva inizialmente la vendita della ex scuola materna via Roma (valore previsto 490.000 euro) ed una unità immobiliare adibita ad ufficio (ex appartamento) in via Cavalleggeri 16 (valore 170.000 euro)".
"La novità – rimarcano citando la delibera – è che “a seguito di nuova ricognizione effettuata” nell'elenco aggiornato degli immobili da alienare adesso è stato aggiunto anche “Immobile (ex casa del fascio) con accesso indipendente dalla via della Repubblica n. 70 di ca. mq. 825” (valore 940.000 euro). Ovviamente la vendita ha una sua complicazione, ed infatti l'atto della Giunta comunale delibera di “dare atto che per l'immobile ubicato in via della Repubblica n. 70 occorre acquisire l'impegno dell'attuale occupante (associazione Pubblica Assistenza di Tavarnuzze) a liberare l'edificio prima dell'alienazione”".
"Non sappiamo – ammettono i Verdi per Impruneta – se e quali siano gli eventuali accordi che in proposito possono essere intercorsi tra il Comune e la Pubblica Assistenza di Tavarnuzze (ribattezzata “occupante”), per garantire la dotazione dei locali necessari allo svolgimento delle attività della associazione e dei servizi sociali e sanitari a servizio della comunità".
"Quello che risulta davvero singolare di questa vicenda – sottolineano – è il fatto che per anni il Comune di Impruneta è stato in trattativa per acquistare questo immobile da parte dell'allora proprietà del Demanio, trattative poi interrotte poiché in applicazione delle normative del cosiddetto “federalismo demaniale”, ne è potuto venire in possesso “a costo zero” (gratis), con l'atto di trasferimento sottoscritto col Demanio nel dicembre 2014".
"Adesso che però il Comune ce l'ha in proprietà – rilanciano – lo vorrebbe rivendere come se fosse un'agenzia immobiliare?".
"L'originario edificio – concludono – fu realizzato all'inizio del 1900 su iniziativa della locale Società operaia di Mutuo Soccorso, e poi solo successivamente requisito durante il Regime fascista, anche per tali motivi l'immobile dovrebbe rimanere di proprietà comunale ed esserne mantenuta la sua funzione ad uso della comunità di Tavarnuzze che l'ha voluto edificare".
di Redazione
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