PONTEROTTO (SAN CASCIANO) – Auto in sosta in ogni angolo, in ogni centimetro, fin sugli ingressi delle rispettive aziende. Situazione di scarico dai tir non proprio nella massima sicurezza.
Nella zona artigianale del Ponterotto sono ormai mesi e mesi di convivenza difficile fra il nuovo stabilimento della Laika e la zona artigianale di fronte.
E a niente valgono le prospettive sancite dal protocollo di intesa siglato nel giugno 2017 dai sindaci di San Casciano, Tavarnelle, Regione Toscana e azienda.
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"Qui è diventato difficile anche far parcheggiare i nostri dipendenti – ci dice un'imprenditrice della zona artigianale – Abbiamo provato anche a chiamare, più volte, la polizia municipale. Ma niente di niente".
Basta infatti passare davanti alla Laika per capire quanto gli spazi siano insufficienti. Auto parcheggiate ovunque, addirittura una "navetta" con molti dipendenti che lasciano i mezzi alla Botte per poi essere portati a lavorare.
"Inoltre – ci dice un altro imprenditore con azienda in zona – mi è capitato più volte di assistere ad operazioni di scarico dai Tir quanto meno… discutibili. Tanto che mi sono anche fermato a protestare con gli autisti, cercando di spiegare il pericolo che causavano".
Del resto è anche vero che qui parliamo di lavoro, sviluppo, futuro di persone e famiglie: "Prima del trasloco – aveva spiegato lo scorso anno l'amministratore delegato di Laika André Miethe – eravamo 293, in questi ultimi mesi siamo arrivati a 464 persone a fine maggio, di cui 297 a tempo indeterminato. Alta la quota di personale femminile (44%); inoltre fra i nostri dipendenti 105 (il 22,5%) sono under 30. Erano 31 al 30 novembre 2015".
Lo stesso Miethe aveva indicato i punti salienti del protocollo d'intesa: "Servono nuovi spazi perché abbiamo problemi di parcheggi, servono nuove aree coperte, nuove aree per la sosta camper, una concessionaria di eccellenza all'interno della quale sviluppare showroom, officina e manutenzione. Dobbiamo lavorare sulla formazione di breve e lungo periodo con gli strumenti regionali della formazione duale, finalizzata soprattutto a stabilizzare personale disoccupato".
Ma le imprese confinanti si chiedono: quanto tempo ci sarà da attendere? Per quanto dovrà andare avanti questa situazione?
di Matteo Pucci
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