MONTEFIRIDOLFI (SAN CASCIANO) – Quattro fiori, ognuno di un colore diverso, disposti a croce.
Uno spiazzo, accuratamente ripulito dalla foglie e, al suo interno, un disegno fatto con alcuni sassi (portati appositamente), i resti di un piccolo fuoco e, tutto intorno, una polvere gialla. E anche il disegno dei sassi che potrebbe, interpretandolo, ricordare una croce.
Si è presentato così nella mattina di oggi, venerdì 26 gennaio, un angolo di un bosco di querce alle porte di Montefiridolfi, fra il bivio per Fabbrica e il paese.

I QUATTRO FIORI – Disposti a croce a poca distanza dallo spiazzo con i sassi
Un allestimento che fa pensare a una sorta di rito, anche se con questi elementi a disposizione non è certo possibile determinare di quale rito si tratti. Se sia un qualcosa di esoterico o altro. Di sicuro è un qualcosa che desta curiosità.
Anche perché avvenuto in pieno giorno, in un bosco lontano da zone di culto (chiese, cimiteri, cappelle private…) e vicino alla strada. Infatti chi l'ha organizzato non è passato inosservato.
"Erano circa le 15 del pomeriggio di ieri – ci racconta un testimone – quando ho visto un giovane, di circa 30 anni, aggirarsi nel bosco. Era arrivato a bordo di una utilitaria rossa".
"Mi sono incuriosito – prosegue – essendo il bosco privato, non conoscendo la persona e non essendo periodo di grande presenza nei nostri boschi".

I SASSI – Il disegno con, al centro, una polvere gialla e i resti di un piccolo fuoco
La curiosità è aumentata ancora di più quando ha sentito, poco dopo, salire una sorta di canto fra gli alberi: "Un canto strano – prosegue il testimone – in una lingua che non era italiano e che sinceramente non sono proprio riuscito a interpretare".
Dopo un po' il ragazzo è andato via, lasciando in un bidoncino per la raccolta dei rifiuti un sacchetto con dentro qualcosa. Non è però stato possibile capire cosa avesse gettato, perché questa mattina, quando siamo andati a controllare, erano già passati per portare via i rifiuti.
E, nel bosco a poche decine di metri, la scoperta dei "resti" che vedete nelle foto. Adesso vedremo se qualcuno ci aiuterà a "decifrarli".
di Matteo Pucci
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