SAN CASCIANO – La vendita di alcuni dei vini più preziosi dell'enologo per eccellenza, Giacomo Tachis, va a finanziare l'associazione Luca Coscioni.
Scomparso nel febbraio 2016, Tachis è stato per decenni l'enologo di Marchesi Antinori, punto di riferimento nel rinascimento del vino chiantigiano e italiano.
A comunicarlo è la stessa associazione che ha tra le sue priorità l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.
E' una decisione della figlia, Ilaria Tachis, già messa in pratica e comunicata all'associazione stessa.
"La mattina del 26 gennaio scorso – spiegano dall'associazione Luca Coscioni – abbiamo ricevuto una mail. Una viticoltrice del Chianti Classico, Ilaria Tachis, ci comunicava di voler destinare una parte del ricavato della vendita all’incanto di bottiglie, appartenute al padre defunto, alla nostra associazione".
"Non solo – concludono – Ci annuncia anche che in primavera comincerà la coltivazione sperimentale di cannabis terapeutica in collaborazione con l’Università di Firenze. Ad Ilaria, grande sostenitrice delle nostre battaglie, va il nostro grazie. E d’accordo con lei condividiamo il testo della mail a noi inviata".

ILARIA TACHIS – Una decisione davvero lodevole quella della figlia del grande enologo
Ed eccolo qua il testo della lettera che Ilaria Tachis ha inviato all'associazione.
Buongiorno a tutti voi!
Desidero informarvi che stamattina ho inviato una donazione, come promesso qualche tempo fa, di parte del ricavato dalla vendita all’incanto di alcune bottiglie di vino pregiate che erano appartenute a mio padre, l’enologo Giacomo Tachis deceduto nel febbraio del 2016 ad un mese di distanza dalla scomparsa di mia madre.
L’incasso totale è stato di 30.500 euro, di cui la metà ho deciso di darli in beneficenza in memoria dei miei genitori. Una parte a voi, una parte alla comunità del mio paese per contribuire al sostegno di alcuni gravi problemi sociali.
I miei genitori mi hanno lasciato una grande eredità morale: la capacità di “pensare e di vedere il mondo” senza sovrastrutture mentali, il rispetto della dignità umana in tutte le sue forme, l’importanza della cultura e della ricerca scientifica, l’importanza della condivisione, la grandezza della semplicità.
Poiché la vostra associazione risponde a tutti questi requisiti e anche per la forza e la determinazione con cui lottate per i diritti civili, in particolar modo per il diritto al fine vita e all’eutanasia (tema particolarmente caro a mia madre nei confronti della quale ho dovuto prendere decisioni importanti per rispettare la sua volontà nei suoi ultimi giorni di vita), sono davvero felice di sostenervi nei limiti delle mie possibilità.
Fra l’altro, essendo agricoltori, io e mio marito abbiamo deciso di iniziare una sperimentazione di coltivazione di cannabis terapeutica con il supporto dell’Università di Firenze. Dovremo seminare le prime piante a primavera! Vi terrò aggiornati sull’esito dei nostri esperimenti!
Un caro saluto e spero un giorno di conoscervi personalmente. Ilaria Tachis
di Redazione
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