La guerra, Pratale, il ritorno dal fronte: emozione e lacrime a Montefiridolfi

Grande successo per la "prima" di "Babbino babbino un ci lasciare": una comunità che vive ed evolve nella memoria

MONTEFIRIDOLFI (SAN CASCIANO) – Emozioni. Tantissime. Con tanto di occhi lucidi e lacrime finali. Dei protagonisti; dei parenti di coloro che sono stati raccontati sul palco; del pubblico.

 

Non poteva andare meglio la "prima" del racconto teatrale "Babbino, babbino un ci lasciare", andata in scena al circolo Acli di Montefiridolfi domenica 22 aprile.

 

Scritto e interpretato da Gabriele Sani, al secolo il "Gonza", che ha messo tutto se stesso, il suo cuore, la sua anima, in quelle pagine su cui, a mano, ha tracciato le storie portate sul palco.

 

Prima dell'apertura del sipario il saluto del parroco di Montefiridolfi, don Rosario Landrini, che assieme al sindaco Massimiliano Pescini ha ricordato quanto la memoria sia la base del futuro delle comunità.

 

E in particolare di una comunità come quella montigiana: unita, compatta, pronta a dare tutta se stessa in iniziative come questa.

 

L'introduzione è stata curata da Niccolò Landi, che al pubblico (che ha esaurito tutte le sedie del circolo) ha spiegato la storia che avrebbe visto svolgersi di lì a poco.

 

Quella di un contadino-muratore più anziano, Gigi, che nel 1948, durante la ricostruzione, racconta al suo apprendista, Paolo (anche lui montigiano "doc", il giovane Paolo Corti) le storie terribili che si è visto passare davanti agli occhi.

 

"BABBINO BABBINO UN CI LASCIARE" – La "prima" sul palco del circolo Acli di Montefiridolfi

 

E in particolare quella drammatica dell'eccidio di Pratale, alla quale è dedicato tutto il primo atto: l'arrivo dei tedeschi, le urla delle donne, il crepitare delle mitragliatrici, il recupero di babbi, figli, nipoti, nel bosco a pochi km proprio da qui, da Montefiridolfi.

 

E poi, nel secondo atto, la vicenda di Renato Bagni, del suo ritorno a casa dal fronte russo. Per la storia di un singolo che è stata la storia di molti. E di molti, moltissimi altri, purtroppo no: dei tantissimi rimasti sepolti dalla guerra nelle steppe dell'est.

 

Applausi a scena aperta per tutti. Sul palco è salita anche la figlia di Renato Bagni che, commossa fino alle lacrime, ha detto grazie per aver onorato così la memoria del padre.

 

"Babbino, babbino un ci lasciare" verrà messo in scena di nuovo domenica 29 aprile (ore 17.30) e venerdì 4 maggio (alle 21.15) al circolo Acli di Montefiridolfi. Per prenotare i posti chiamare la "Cartoleria Arcobaleno" di Silvano Giuntini (0558244434).

 

Con il patrocinio dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino, lo spettacolo vede la partecipazione della "Ditta Razzi e Mozzi", le scenografie (bellissime) di Manuela Galli, i suggerimenti di Antonella Corti, Paolo Ermini e Franco Bartalesi alla parte tecnica, la regia dello stesso Gabriele Sani, i disegni di Ginevra Landi. E la presentazione, appunto, di Niccolò Landi.

di Matteo Pucci

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