SAN CASCIANO – Quella che ci è arrivata è una lettera speciale. Come speciale è l'"introduzione" che ci ha fatto la mamma che ce l'ha segnalata.
"Mio figlio – ci scrive la mamma – ha frequentato quest'anno la terza media con Francesco, e visto che si parla tanto oggi di bullismo è giusto far vedere al mondo che esistono anche queste realtà, che esistono ancora i bravi ragazzi e che forse esiste ancora un po' di speranza".
"I ragazzi della 3 D della scuola Ippolito Nievo – ci dice – sono stati meravigliosi con Franceso e lui lo è stato con loro, lo hanno aiutato e lo hanno sempre fatto sentire uno di loro. Per i nostri ragazzi avere Franci in classe è stata una grande fortuna, si sono confrontati con la diversità e si sono arricchiti tantissimo".
"A detta della sua mamma – conclude – non era mai capitata una cosa del genere. E alla festa di fine anno della classe lei ha pensato bene di far leggere ad alta voce una lettera aperta".
Una lettera scritta con il cuore dalla mamma di Francesco, Carla. Una lettera che è stata scritta come se fosse Francesco a parlare. Perché, in sostanza, è così.
Una lettera che pubblichiamo qui sotto (ovviamente con il suo consenso). Perché far conoscere queste storie, bellissime, è il "sale" del nostro mestiere.
P.S.: dopo la lettera di mamma Carla trovate anche alcune righe che il preside delle scuole, Marco Poli, ci ha inviato dopo aver letto la lettera.
"Un giorno, al cinema, ho fatto vedere alla mamma che sul tabellone, accanto al titolo del film, c’era scritto il nome della mia classe.
La mamma ha riso e mi ha spiegato che 3D vuol dire vedere il film con una dimensione in più; è molto più divertente ed emozionante.
E così, in effetti, è stato quest’ anno scolastico. I film che mi hanno visto protagonista a scuola sono stati finora tutti bellissimi, ma con questa classe ci sono stati davvero degli effetti speciali.
Ripenso alla scena in cui Samuele, Francesco, Mirko, Niccolò e Daniele sono venuti a casa mia perché dovevamo fare una ricerca di gruppo. Non era mai successo prima, ma io me la sono cavata benissimo.
E’ stato divertentissimo. Soltanto non riesco a capire perché la mia famiglia si sentisse così emozionata.
E che dire della scena della torta? Con mia sorella Chiara avevo fatto un dolce bellissimo; la mattina dopo ho supplicato la mamma di invitare i miei amici per il pomeriggio stesso.
Quando, alla sera, ho raccontato al babbo e a Chiara di questa merenda improvvisata, la mamma aveva i lucciconi, e descriveva loro come era stato bello vedermi felice, sul divano, in mezzo ai miei amici.
Io, invece, mi sono davvero emozionato nella scena in cui giocavo una partita di calcio al campetto dello stadio.
Sì, perché quasi tutti i miei compagni sono venuti a fare il tifo. Che sorpresa! Mi hanno fatto anche un bellissimo cartellone con scritto “FORZA FRANCY”. Mi sono sentito così orgoglioso: i miei amici erano lì apposta per vedere me!
Alla fine sono venuti a casa mia per cena; il babbo è andato a prenderci le pizze, e noi ci siamo divertiti tanto a restare da soli in salotto a mangiare, chiacchierare e guardare You Tube. Che risate!
La mamma racconta sempre alle sue amiche che quella è stata una serata memorabile: per la prima volta lei, il babbo e Chiara sono dovuti rimanere chiusi in cucina a cenare, ascoltando compiaciuti le risate che provenivano dalla stanza accanto.
Mamma dice che è stato un momento speciale. Io non ci vedo niente di così strano, perché a casa mia queste cose succedono spesso. Forse è perché capitano a Chiara e non a me…
Però c’è un effetto speciale che nemmeno mia sorella ha mai avuto nel suo film di scuola: io ho ricevuto una cartolina dai miei compagni che sono andati in Francia per lo scambio culturale.
Lei non l’ha mai ricevuta. Penso, in effetti, di essere l’unico a cui è successo. Anche il Preside ha sgranato gli occhi quando la mamma glielo ha raccontato…
Ma indovinate un po’ quale è stata in assoluto la mia scena preferita? La gita a Torino! Quando, mesi prima, si è cominciato a parlare di una gita di tre giorni, mamma si è intristita.
Lei dice che spesso i ragazzi molto belli come me non possono andare in gita con la loro classe. Per fortuna le professoresse Nicoletta e Letizia l’hanno subito rassicurata, dicendole che senz’altro sarei andato anch’io, anche se sono molto bello.
La mamma ed il babbo mi ripetono sempre che devo imparare a lavarmi e vestirmi da solo, perché sono un ragazzo grande. Ma dopo aver saputo che in gita avrei dovuto arrangiarmi, sono diventato ancora più bravo.
Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno della partenza…. E’ arrivato, invece, velocissimo, il giorno del ritorno… . Nessuno può nemmeno immaginare quanto sia stata importante questa esperienza per me. Sono tornato a casa felice come non mai.
Cosa porterò per sempre nel cuore di quei giorni? Tante cose, ma più di tutto la complicità tra compagni di stanza. E’ stato fantastico condividere la camera con Mirko, Niccolò e Samuele.
E proprio ora che mi sono davvero affezionato a questi nuovi amici, il film è purtroppo finito…
Mi mancherete tanto, 3 D… . Non so se troverò ancora dei compagni capaci di sostenermi ed incoraggiarmi ogni giorno come avete fatto voi. Non so se riceverò ancora applausi durante le mie strane interrogazioni. Mi mancheranno i miei Insegnanti, e soprattutto le mie Angeli Custodi Nicoletta e Letizia, superlative registe di questo incredibile film… .
Ma so già che sarò felice nella nuova scuola. Perché sono ogni giorno felice di crescere, di incontrare nuove persone e di vivere nuove esperienze. Auguro anche a tutti voi tanti sorrisi.
Un abbraccione. Francesco"
"Leggendo la lettera di Francesco pubblicata sul giornale mi viene la voglia di ringraziare tutti, dai genitori, ai docenti, alle ragazze e ai ragazzi della 3D.
Ma soprattutto te Francesco, per esserci stato accanto in questi anni. Un abbraccio forte, il tuo preside".
Marco Poli, dirigente scolastico Istituto Comprensivo di San Casciano
di Redazione
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