SAN CASCIANO – Un esposto, consegnato ai carabinieri forestali di San Casciano, presentato dal MoVimento 5 Stelle sancascianese. Che chiede verifiche sulle protezioni anti ungulati installate dal principe Duccio Corsini attorno ai vigneti di proprietà della Fattoria Le Corti.
In particolare si concentra l'attenzione non tanto sulle reti, quanto sui pali a terra denominati dallo stesso M5S, all'interno dell'esposto, "stronca gambe".
L'ESPOSTO DEL M5S
"Siamo a fare un esposto – si legge nel documento – relativamente alla presenza di dispositivi denominati “stronca gambe”, in materiale metallico, posati a terra in modo fisso, atti ad impedire o dissuadere l’accesso di qualsiasi animale e/o persone, bambini, disabili, che volessero percorrere la strada vicinale ad uso pubblico posta in prossimità dell’arteria principale comunale via Grevigiana, 2/4 in prossimità della villa Corsini".

"Tale installazione – si prosegue – presenta anche ai rispettivi lati una rete a maglia 5 per 5, che impedisce la possibilità a chiunque di evitare di percorrere detti “stronca gambe”. Oltremodo l’ingresso a tale installazione, non presenta alcuna segnaletica di indicazione, prescrizione, o altre condizioni di sicurezza".
"Tale installazione – si rimarca – è oltremodo pericolosa per ogni specie animale, tra cui vorremmo elencare: cani da caccia, cani da affezione, cavalli, ungulati ed ogni altra specie di riferimento, che a vario titolo si dovesse trovare ad impegnare tale installazione. Sarebbero messi in serio pericolo dal fatto che i loro arti entrerebbero all’interno dei tubolari con la certezza di fratture agli arti".
"Per quanto riguarda la specifica installazione – si legge ancora nell'esposto presentato ai carabinieri forestali sancascianesi – è situata a pochi metri dalla strada comunale Grevigiana, in direzione Mercatale, ed è oggetto di possibile sosta da parte anche di turisti".
"Nel caso che detta strada vicinale fosse percorsa da un disabile – prosegue l'esposto – con ausili per la deambulazione, o sedie a rotelle, l’accesso sarebbe assolutamente interdetto, quindi si andrebbe contro le norme di libera circolazione, visto che oltre gli “stronca gambe” ci sono case di civile abitazione".
"Questo esposto – si rimarca – vuole estendersi per le stesse motivazioni ad altre installazioni presenti sul comune nella frazione del Calzaiolo, che presentano le stesse caratteristiche come sopra illustrate".
"Con la presente – è la conclusione – vogliamo sollecitare codesto Comando ad intraprendere una nuova visione dei rischi e dei pericoli che queste installazioni rappresentano in un territorio a vocazione turistica in una zona antropizzata. Verificando la legittimità dei permessi eventualmente conseguiti; verificando che in caso di permessi acquisiti, questi non entrino in contrasto in materia di sicurezza pubblica; verificando che in caso di permessi acquisiti, questi non entrino in contrasto con l’abbattimento delle barriere architettoniche; verificando la legittimità che tale pratica non entri in contrasto con il diritto a proteggere qualsiasi animale da sofferenze e/o torture; verificando eventuali titoli abilitativi alla posa di tali manufatti".

LA REPLICA DI DUCCIO CORSINI
"Abbiamo messo i cancelli a terra – replica Duccio Corsini – così come del resto ci sono in Austria, in Germania, in Inghilterra e Scozia (in quel caso per evitare fughe di pecore), a tutela dei nostri vigneti, ormai presi d'assalto dagli ungulati".
"In pratica – prosegue spiegandone il funzionamento – gli ungulati valutano che è rischioso e non attraversano. Ne avrei fatto ovviamente a meno ben volentieri (costano dai 12 ai 30 euro al metro lineare), così come avrei fatto a meno delle reti. Ma è un costo essenziale per proteggere il lavoro mio e dei miei dipendenti".
Il passaggio a piedi? "In alcuni casi ci sono anche dei cancellini da aprire e chiudere per passare" risponde Corsini.
Per quanto riguarda i processi autorizzativi, Corsini risponde che "mi sono basato su una disposizione regionale del 2016, la legge regionale 43, che dice in sostanza che le recinzioni a protezione delle colture non sono soggette ad autorizzazioni amministrative".
Tanto che, ricorda, "mi hanno fatto due-tre verbali i vigili urbani e uno è già passato dal giudice di pace con sentenza a me favorevole".
Per la precisione, in questo caso il verbale comminato dal corpo di polizia locale dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino è stato annullato sulla base della proprietà del terreno sul quale erano stati collocati i manufatti: non "vicinale", ma della Fattoria Le Corti.
Vedremo se e come si evolverà la situazione in seguito a questo specifico esposto.
di Matteo Pucci
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