Soci ChiantiBanca, altra associazione contro la riforma Bcc: i retroscena

Dopo Articolo 2 (che ha lanciato una petizione) anche Co-Opera chiede la moratoria. Silenzio dalla banca

SAN CASCIANO – Silenzio. Dal quartier generale di ChiantiBanca, dal primo piano di piazza Arti e Mestieri, dall'ufficio di presidenza di Cristiano Iacopozzi.

 

Silenzio sulle prese di posizione di associazioni di soci di ChiantiBanca che chiedono di sospendere la riforma del credito cooperativo.

 

Mentre le holding nazionali, compresa Iccrea alla quale ha aderito ChiantiBanca nel dicembre scorso, chiedono al Governo di andare avanti; mentre la banca stessa non rimarca alcuna presa di posizione critica nei confronti della riforma, dal mondo-soci ChiantiBanca è partita una vera "fronda".

 

 

Prima con l'associazione Articolo 2, della quale è bene ricordare che fanno parte, fra gli altri, il consigliere d'amministrazione (entrato nel maggio scorso in Cda) Stefano Sivieri e il presidente della Fondazione ChiantiBanca Stefano Mecocci. E molti componenti della Fondazione stessa. E di Chianti Mutua.

 

A seguire con un'altra associazione di soci ChiantiBanca, ovvero Co-Opera. Associazione che, peraltro, nei mesi "caldi" aveva spinto in maniera convinta verso Iccrea.

 

Co-Opera che si dice convinta "della necessità di sospendere immediatamente l'attuazione della legge attraverso una moratoria" e chiede "di intervenire con urgenza per fermare il processo autorizzativo dei gruppi bancari".

 

"Riteniamo – dice ancora Co-Opera – che tale moratoria sia essenziale per l'autonomia del credito cooperativo e del sistema bancario nel suo complesso, che deve rimanere libero da ingerenze estranee alla vigilanza nazionale".

 

Insomma, niente vigilanza Bce e lasciateci continuare come abbiamo fatto fino ad oggi. Questa sembra essere, più o meno, la posizione. Di chi, con la riforma attuata, con le holding sottoposte alla vigilanza europea, vedrebbe invece svanire ogni possibilità di influenza.

 

"E riteniamo soprattutto opportuno – dice ancora Co-Opera – fare presente che, in base alle informazioni da noi raccolte nei diversi territori in cui il nostro movimento è radicato, la base sociale del credito cooperativo è ampiamente tutta schierata a favore della moratoria, contrariamente a quanto cercano di affermare i comunicati ufficili dei vertici del movimento cooperativo".

 

 

"Che per interessi estranei al nostro mondo – accusano – stanno adottando ogni strategia per ottenere l'attuazione della Legge 49/2016 cui conseguirebbero le devastanti conseguenze sopra indicate".

 

La conclusione "guarda" innegabilmente alla petizione promossa da Articolo 2, interessi comuni che si saldano insieme: "Chiediamo pertanto ai soci di far sentire la loro libera voce, sia autonomamente, sia sottoscrivendo eventuali petizioni eventuali petizioni a sostegno della moratoria".

 

E pensare che, solo pochi mesi fa, prima dell'assemblea di dicembre che chiedeva ai soci di ChiantiBanca di scegliere fra Cassa Centrale e Iccrea, Co-Opera si esprimeva così: "Aderendo a Iccrea ChiantiBanca disporrà di un maggior numero di prodotti e risorse, con evidenti indubbi riflessi e vantaggi per i soci e per la banca stessa. Attraverso tali risorse e prodotti, dunque attraverso una maggior competitività, sarà semplice mantenere operative filiali e agenzie, garantire la serenità e la solidità dei posti di lavoro e generare una offerta competitiva"… .

 

Sulla tutela dello "spirito cooperativo", altro tema brandito in questi giorni da chi dice no alla riforma, ancora Co-Opera nel dicembre scorso scriveva: "E' impensabile e non ipotizzabile aderire ad un gruppo (CCB) i cui principi comunicati dagli stessi vertici sono incompatibili ed antitetici con l'integrazione del mondo cooperativo in un unico gruppo, mentre appare chiaro ed evidente che tale mondo debba rimanere unito e solidamente ancorato a principi di mutualità che, dunque, possono essere soddisfatti solo attraverso l'adesione a un gruppo (Iccrea) che crede in tali principi ed è in grado di garantire il rafforzamento di ChiantiBanca come banca, con oggettivo vantaggio per tutti i soci, e non soltanto di taluni di loro, evidentemente legati a valori estranei al mondo cooperativo, con pregiudizio di tutti gli altri".

 

Oggi siamo già oltre. Altro giro, altra corsa. E anche Iccrea (e la sua volontà di dare attuazione alla riforma) è già… passata di moda. Almeno per queste due associazioni di soci ChiantiBanca. La banca invece, per il momento, è sempre silente.

di Matteo Pucci

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