GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Tornare a casa per compiere il grande passo e sposare la sua Yvonne. Per segnare e festeggiare un punto d’arrivo ma che è anche un punto di inizio importante, lui che in passato di scelte importanti ne ha già fatte nonostante la giovane età. Intorno i parenti e gli amici di sempre che qui ha lasciato, loro i testimoni a condividerne la gioia.
Ettore Manetti, trentatré anni, grassinese, fa parte di una generazione impegnata ormai nelle nuove occupazioni digitali, una generazione dinamica e intraprendente alla ricerca di spazi e opportunità che vanno oltre le frontiere, oltre le distanze. Risiede a Singapore stabilmente da circa quattro anni e lavora in un’azienda di software.
Insieme alla compagna Yvonne sabato 28 luglio ha condiviso l’emozione del dirsi “si” proprio davanti a tutti quelle persone a loro care che li hanno aspettati trepidanti nella splendida cornice dell’Antico Spedale del Bigallo, a Bagno a Ripoli, per dimostrare ancora una volta il loro affetto. Ad officiare la cerimonia Francesco Conti, presidente del consiglio comunale di Bagno a Ripoli.
E’ volato dall’Asia all’Italia pochissime ore prima del Wedding Day ed ha trovato tempo all’una di notte per raccontare al Gazzettino del Chianti quello che significa per loro questo giorno.

“Ci siamo conosciuti nove anni fa a Singapore mentre ero a fare il mio primo stage per l’Italian Trade Commision – racconta – Vidi Yvonne la prima volta ad un bus-stop vicino al mio appartamento, scendeva alla mia stessa fermata e facevamo la stessa strada per entrare nello stesso edificio solo che lei lavorava un piano sopra al mio”.
Continua Ettore: “Dopo qualche giorno e l’ennesima volta che scendevamo dal bus assieme le dissi per scherzo: giuro, non ti sto seguendo, lavoro pure io qui. Lei si mise a ridere e da quel giorno cominciammo a conoscerci”.
Nel mezzo sono trascorsi dieci anni durante i quali Ettore ha deciso di trasferirsi stabilmente a Singapore “Lo scorso anno decisi che era arrivato il momento di fare il grande passo ed alla mia proposta a quanto pare ha detto “Si”.
Un matrimonio qui a Firenze ed il secondo a settembre a Singapore: “Cosicché i nostri familiari e amici potessero avere l’occasione di partecipare almeno a uno dei due, o a entrambi. Per me era importante che loro fossero parte di questo momento”.

Così è stato. Tanti giovani amici della coppia, italiani e asiatici, hanno preso parte prima alla cerimonia, officiata anche in inglese, e poi alla festa che si è svolta in un’altra suggestiva location nella zona di Grassina.
Dallo skyline di Singapore alle colline del Chianti, nel giardino dell’antico rifugio per i viandanti in un pomeriggio caldo umido più simile al clima singaporiano che a quello italiano un ragazzo molto emozionato ed una sposa bellissima hanno consolidato la loro unione in un abbraccio di due culture diverse.
di Redazione
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