SAN CASCIANO – Richieste di chiarimenti. Soci di ChiantiBanca che si presentano nelle filiali. Che chiamano. Un vero e proprio "assalto", almeno così lo descrive il sindacato della First Cisl.
Di soci preoccupati da quegli sms che da ieri, martedì 11 settembre, continuano ad arrivare a ondate sui loro telefoni cellulari.
E che invitano al convegno organizzato per domani, giovedì 13 settembre, all'Obihall di Firenze dall'associazione Articolo 2 (qui il programma completo). Convegno che promette di essere il punto di non ritorno per le strategie di chi, in questo ultimo km, cerca di far saltare la riforma delle banche di credito cooperativo.
GLI SMS CHE HANNO SUSCITATO L'ALLARME DEI SOCI
Il testo dell'sms (il primo, arrivato ieri, il secondo di oggi è più o meno simile), lo vedete qui sotto. Ed è sulla parte iniziale, dove è scritto "Bloccati i soldi delle quote sociali?", che l'allarme è diventato rosso.

IL TESTO – Di uno degli sms arrivati su molti cellulari di soci ChiantiBanca
In realtà l'associazione Articolo 2 fin dall'inizio della promozione al convegno di domani ha messo al primo punto dell'ordine del giorno la questione delle quote sociali: "Con la legge 49/2016 i soci delle nostre banche avranno sempre diritto a riavere il capitale sociale da loro versato?" si legge al primo punto del manifesto. Ma quell'sms sul cellulare ha toccato un tasto molto diretto.
E' entrato "in casa" delle persone. Più di qualsiasi manifesto. Più di qualsiasi articolo di giornale.
Una sorta di "strategia della tensione" volta a calamitare il massimo possibile dell'attenzione (e dell'afflusso di persone) al convegno. Dove sono annunciati tecnici, costituzionalisti, parlamentari della Lega e del M5S. Che affronteranno presumibilmente anche questo tema, che suscita come si può ben comprendere grande interesse.
E se da ambienti molto vicini al mondo del credito cooperativo la questione delle quote sociali bloccate in caso di avvio concreto della riforma viene de-potenziata (dovrebbe esistere solo una fattispecie per la quale non sarà possibile chiedere il recesso, per il resto rimarrà la situazione – in molti casi comunque molto farraginosa – già presente oggi), fra i soci di ChiantiBanca l'allarme ha virato sul rosso.
Con una domanda che, innanzitutto, in molti si sono posti: ma chi ha dato il mio cellulare a chi ha inviato questo sms? Ci sono questioni di violazione della privacy?
Del resto non si tratta di comunicazioni della banca, che invia ad esempio le convocazioni dell'assemblea anche via cellulare. Ma di un invito a un convegno organizzato da un'associazione esterna alla banca, benché formata da tutti componenti legati a triplo filo a ChiantiBanca stessa… .
Una situazione che ha creato forti imbarazzi fin da subito nel quartier generale di piazza Arti e Mestieri a San Casciano. Sia per il merito che per il metodo.
Tanto lo stesso direttore generale, Mauro Focardi Olmi, subito nella mattinata di ieri aveva inviato una mail ai dipendenti per dare le prime indicazioni su come affrontare l'emergenza.
LA LETTERA AI DIPENDENTI DELLA FIRST CISL
Tanto che oggi la First Cisl, uno dei sindacati più presenti all'interno di ChiantiBanca stessa, ha inviato una lettera ai dipendenti. Molto chiara sulla questione. E su come si sta vivendo all'interno dell'istituto di credito questo (ennesimo) momento di tensione nell'ultimo anno e mezzo,
"Ancora una volta – scrive la First Cisl – il personale dipendente si è trovato, suo malgrado, a gestire l'ennesima ondata di allarmismo e l'assalto dei soci che chiedono rassicurazioni sul futuro della banca".
"Una cosa sola chiediamo – prosegue la First Cisl – da sempre: lavorare serenamente, per conseguire gli obiettivi che la banca si dà".
Poi torna, ancora, a descrivere la situazione che si è venuta a generare. Pesantissima: "Da ieri, per circostanze che i dipendenti di ChiantiBanca non hanno né innescaro, né voluto, si sono trovati senza preavviso, disarmati – ancora una volta! – a improvvisare la gestione dei soci allarmati e confusi".
"Vi informiamo – scrive ancora il sindacato rivolto ai dipendenti – che come Rsa First Cisl, abbiamo consegnato una lettera indirizzata al consiglio d'amministrazione della banca, chiedendo di attivarsi concretamente affinché il personale dipendente possa, una volta per tutte, ricominciare a svolgere il proprio dovere serenamente, senza dover gestire questioni che non competono ai lavoratori subordinati".
"Attendiamo da parte di chi governa la banca – è la chiusura, rivolta sia alla parte tecnica che, soprattutto, "politica" di ChiantiBanca – un supporto concreto in tal senso, attraverso indicazioni e chiarimenti, nel rispetto che siamo convinti sia dovuto a tutti coloro che si impegnano in azienda e del lavoro di ciascuno".
di Matteo Pucci
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