Prete speciale: un romanzo su don Gino Gamannossi. Scritto da Leopoldo Gori

"Caro don Gino (quando la paura della pazzia diventa un giallo)": fra realtà e fantasia

SAN CASCIANO – Don Gino Gamannossi è stato un prete che ha lasciato un’impronta nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuto.

 

E sono stati davvero tanti coloro che, negli anni del suo sacerdozio, si sono recarti alla Pieve di Santa Cecilia a Decimo per una parola di conforto, una benedizione.

 

Don Gino è venuto a mancare nella notte fra il 9 e il 10 agosto 2005, festa di San Lorenzo. Sono passati tredici anni da quel giorno ma ancora si percepisce, entrando nella Pieve, la presenza di questo prete speciale.

 

Anche grazie alla dedizione di don Massimiliano Gori, che segue la comunità, e alla famiglia che è stata vicina a don Gino fino ai suoi ultimi giorni, il sacrestano Renzo e sua moglie, ancora oggi testimoni e custodi di tanti fatti avvenuti a Decimo.

 

IL PRETE DI DECIMO – Don Gino Gamannossi

 

Ebbene di questo prete davvero speciale, nel mese di maggio il giornalista scrittore Leopoldo Gori ha presentato a Firenze un romanzo breve dal titolo “Caro don Gino (quando la paura della pazzia diventa un giallo)" curato da LaNuovaLito.

 

Leopoldo  Gori, nella breve prefazione, descrive in maniera perfetta quello che in tanti hanno vissuto andando a trovare il sacerdote esorcista.

 

Dall’attesa nel piazzale della chiesa, all’arrivo del prete che spesso, in ritardo per gli incontri, suonava il campanello per farsi aprire da sua sorella.

 

Leopoldo Gori lo descrive così: “Strapazzò allegramente il campanello, e sua sorella gracidò al citofono il suo consueto: Chi è?. E don Gino al rimando: Ma chi vuoi che sia? O non sono il solito prete?! Apri l’uscio di canonica piuttosto”.

 

Così come tanti altri particolari che fanno rivivere quei momenti. Poi inizia il romanzo: a parte la figura di don Gino, personaggi e fatti descritti sono frutto della fantasia dell’autore.

 

Non sveliamo altro, anche perché il volumetto si legge davvero in un batter di ciglia. Con una sorpresa finale.

 

Grazie dunque a Leopoldo Gori che con la sua testimonia ci ricorda quanto il prete di Decimo sia ancora “vivo” in mezzo a noi.  

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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