IMPRUNETA – Riceviamo e pubblichiamo la lunga lettera con la quale l'Associazione Vivere l'Impruneta risponde alle dichiarazioni del sindaco di Impruneta, Alessio Calamandrei, in merito alla situazione dell'area dei Sassi Neri.
Facendo seguito alla diffida del 10.10.2018, rimasta priva di riscontro, abbiamo appreso di alcune Sue dichiarazioni apparse sul quotidiano on line Il Gazzettino del Chianti nell’articolo del 18.10.2018 a firma di Matteo Pucci “Terre inquinate ai Sassi Neri? Sindaco furibondo: "Pronti a far partire le denunce"”.
In via preliminare le chiediamo di confermare ovvero smentire le dichiarazioni che le sono attribuite, talune delle quali di particolare gravità. Sul contenuto, evidenziamo quanto segue.
Circa la Sua premessa sulla natura dell’associazione, del tutto irrilevante ai fini della diffida, si precisa che la scrivente è un’associazione disciplinata dalle norme del codice civile, libro I, titolo II, capo III, disposizioni che individuano la forma più comune del fenomeno associativo.
Nel merito, per quanto riguarda i metalli pesanti la scrivente ha riportato quanto si legge nella relazione descrittiva delle indagini realizzate a seguito di approvazione del Piano della Caratterizzazione e proposta per la determinazione dei Valori di Fondo Naturale (VFN) del 26.6.2018 ossia “la presenza di alcuni metalli: Cobalto, Cromo totale e Nichel, in concentrazioni superiori alle CSC previste per una destinazione d’uso residenziale/verde pubblico ed in alcuni casi anche per la destinazione d’uso commerciale/industriale (rispettivamente Colonna A e B, della Tabella 1 dell’Allegato V, alla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.). (…) In sostanza il campionamento del terreno ha evidenziato la presenza di numerosi campioni di terreno relativi a vari sondaggi e a varie profondità affetti da superamenti per i metalli Cr tot e Ni sia in relazione ai limiti di cui alla col. A, che in alcuni casi ai limiti di cui alla col. B (CSC relative alle zone industriali/commerciali). Sono stati altresì rilevati vari superamenti dei limiti di cui alla col. A in relazione al parametro Co, sempre appartenente alla famiglia dei metalli. I superamenti relativi al Cr tot vanno da un minimo di 150 mg/kg, fino a un massimo di 980 mg/kg (campione S14 B, esterno all’area di realizzazione della scuola); quelli relativi al Ni vanno da un minimo di 155 mg/kg fino a un massimo di 1.300 mg/kg (campione S14 C, esterno all’area di realizzazione della scuola); quelli relativi al Co vanno da un minimo di 20,9 mg/kg fino a un massimo di 99 mg/kg (campione S14 A, esterno all’area di realizzazione della scuola)”.
La scrivente ha altresì trasposto le conclusioni del documento di analisi di rischio sito specifica per la valutazione del rischio sanitario correlato alla presenza di metalli pesanti nel terreno del 25.6.2018 ove si legge che: “è risultato un rischio non accettabile relativamente alle concentrazioni rilevate nel suolo superficiale, per il pericolo derivante dai contatti diretti ed in particolare dall’ingestione di suolo, con contributo rilevante e prevalente del contaminante Cobalto. Pertanto al fine di rendere accettabile il rischio sanitario correlato alla presenza dei suddetti metalli presenti naturalmente nella matrice suolo, si suggerisce di eliminare il percorso di esposizione correlato ai percorsi diretti ed in particolar modo all’ingestione di suolo” (pag. 27 analisi di rischio).
Analogamente, per quanto riguarda l’amianto nel suolo la scrivente ha denunciato quanto risulta dalla relazione descrittiva delle indagini realizzate a seguito di approvazione del Piano della Caratterizzazione del 26.6.2018 ove si legge: “In particolare sono stati analizzati tutti i campioni di terreno relativi ai sondaggi S01, S03, S06 e S14. Nei due campioni più superficiali del sondaggio S01 e nel campione profondo del sondaggio S03 è stata rilevata presenza di amianto sopra le CSC. I superamenti sono i seguenti: S01 A (0/1 m): 7.080 mg/kg; S01 B (2/3 m): 5.910 mg/kg; S03 C (4/5 m): 1.790 mg/kg” (pag. 41, relazione).
E quanto risulta dall’integrazione delle analisi previste per la ricerca del parametro amianto e proposte per la mitigazione del rischio amianto del 26.6.2018 nelle quali si legge: “Gli ulteriori superamenti relativi al parametro amianto, determinati in questa fase di approfondimento, sono sintetizzati di seguito: S02-A (0/1 m) = 1.960 mg/kg; S02-C (4/5 m) = 6.750 mg/kg; S13-A (0/1 m) = 5.300 mg/kg; S13-B (2/3 m) = 14.600 mg/kg” (pag. 4-5, integrazione).
Pertanto, contrariamente a quanto Lei sostiene, non può parlarsi di allarmismo che presuppone la diffusione di pericoli inesistenti, poiché sia il superamento delle concentrazioni di soglia di contaminazione di amianto e metalli pesanti nel terreno sia il rischio sanitario per il pericolo derivante da contatti diretti di metalli pesanti, costituiscono fatti accertati.
Si tratta, peraltro, di accertamenti compiuti da tecnici incaricati dal Comune (determinazione n. 268 del 6.6.2017) ed è lo stesso Comune ad aver approvato l’analisi di rischio, la relazione delle indagini e l’integrazione (determinazione n. 454 del 3.8.2018).
Invero, a fronte della denuncia dei residenti del 24.9.2018 a destare preoccupazione è il Suo silenzio considerato che è trascorso oltre un mese senza che i residenti abbiano meritato un riscontro da parte dell’amministrazione.
Altrettanto inconferente e incomprensibile è il richiamo alla diffamazione non essendovi alcun presupposto del reato. A tal proposito appare incredibile che a fronte di una legittima istanza di messa in sicurezza di un’area pubblica il Sindaco preannunci una denuncia a carico di chi ha richiesto il suo intervento.
La invitiamo, pertanto, a una maggiore prudenza anche al fine di evitare l’impiego o la destinazione di risorse pubbliche per iniziative che risultano all’evidenza temerarie. Circa il riferimento all’inquinamento, che Lei contrappone ai valori naturali del terreno, risulta fuorviante.
Premesso che la scrivente non hai usato il termine “inquinamento”, la circostanza che l’amianto e i metalli pesanti siano presenti in natura è del tutto irrilevante ai fini del rischio per la salute.
Quanto alla Sua dichiarazione in merito alla storica presenza di amianto e metalli pesanti nel terreno, riteniamo di particolare gravità il fatto che malgrado tale consapevolezza l’amministrazione abbia autorizzato operazioni di scavo e movimentazione di terreno senza particolari precauzioni per chi ha operato e per i vicini abitanti di via della Pinetina.
Per quanto sopra restiamo ancora in attesa di una Sua risposta alla nostra richiesta del 10.10.2018. Distinti saluti.
Teresa di Ruscio
Presidente Associazione Vivere l'Impruneta
di Redazione
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