IMPRUNETA – La mozione porta la firma del consigliere comunale di Impruneta Comune Aperto Jonathan Corsani (in foto) ma, come si legge in una nota diffusa dal gruppo consiliare di maggioranza, "nasce dal lavoro di un intero gruppo che appoggia e condivide questo tema".
Stiamo parlando della mozione che ha come tema il decreto sicurezza sul quale, dicono da Impruneta Comune Aperto, "anche il comune di Impruneta deva fare la sua parte e si unisca alle iniziative che già alcune regioni e tanti comuni hanno intrapreso per far sì che questo decreto venga sospeso nella sua applicazione".
"Come Impruneta Comune Aperto – si legge ancora – coalizione di centrosinistra che dell'accoglienza, della solidarietà, della fratellanza, dell'integrazione e della giustizia sociale ne fa dei valori imprescindibili non potevamo far finta di niente, e per questo ieri è stata presentata una mozione che ha come oggetto il decreto sicurezza, legge 132/18 voluta dal ministro Matteo Salvini".
"Questo decreto – si rimarca – apporta pesanti modifiche sulla normativa vigente in materia, a cominciare dall'eliminazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari che lede un diritto fondamentale della nostra Costituzione, la negazione d'iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, la limitazione all’accesso al sistema SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) ai soli titolari di protezione, ma che erano importanti perchè garantivano percorsi di integrazione reali ed efficaci".
"Come per esempio – si spiega – imparare la lingua italiana, seguire corsi di formazione, la dubbia iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale che pone sicuramente una criticità nell’accesso ai diritti sociali e al diritto alla salute, il concentramento in grandi CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), rispetto alle quali già quelli operativi in questi anni si sono rivelati di difficile gestione con numerose criticità in termini amministrativi e rispetto ai servizi erogati".
"Tutto questo – si conclude – apre a conseguenti scenari negativi, per esempio l'aumento di persone in condizione di estremo disagio e marginalità, la strada allo sfruttamento del lavoro in nero, il rischio di reclutamento da parte della criminalità organizzata".
di Redazione
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