Video pedo-pornografico sui cellulari di alcuni bambini della scuola secondaria di 1° grado di San Casciano.
Cara signora Francesca Simoncini,come non essere d'accordo su quello che scrive a proposito dell'argomento sesso e bambini?
Condivido quasi tutto di quello che espone se mai integrerei con una piccola aggiunta che mi permetto solo perché sono mamma e sono nonna e ormai sono anche anziana.
In natura l'istinto guida animali e piante ai comportamenti sessuali propri della specie, tutti tesi alla procreazione e alla perpetuazione della vita, e l'uomo, poichè fa parte del mondo animale, ha in sé tutte le pulsioni che guidano i mammiferi.
Ma l'uomo è l'uomo, non è più sottoposto agli istinti vitali di mangiare e riprodursi, li conserva in sé certamente, ma è educato a dominarli e a determinare con la ragione i propri comportamenti.
Ne consegue la domanda a chi competa l'educazione sessuale negli umani, ben sapendo che le agenzie educative tradizionali, un tempo famiglia scuola chiesa partito, ora sono ampiamente superate dal potere dei media dei social della rete.
Lei fa riferimento a disegni di legge sull'affidamento di questo compito alla scuola, ad opuscoli che riguardano le malattie sessualmente trasmesse e l'HIV, tutto non andato a buon fine.
Questo è il punto: siamo sicuri che non si stia confondendo l'educazione sessuale con l'educazione sanitaria?
Come impariamo a lavarci i denti dopo mangiato, a pulirci le mani più volte al giorno, a non toccare rifiuti o escrementi, possiamo anche imparare ad avere rapporti protetti e comportamenti sessuali igienicamente adeguati.
Certo questo lo può fare la scuola ma mi sembra più semplice e diretto se lo fa la famiglia nell'ambito dell'educazione alla pulizia e alla vita sana.
Allora l'educazione sessuale cos'è? Messa così io non lo so davvero.
So invece cos'è l'educazione sentimentale che al suo interno comprende anche i rapporti sessuali fra le persone che si amano.
La famiglia non può dire che non trova le parole giuste perché questo è uno di quei casi in cui le parole stanno a zero e contano gli esempi.
Se i bambini fossero meno soli, affidati alla rete che fa da balia, se i genitori non chiacchierassero tanto a vuoto sui social, accreditando in tal modo la validità di questi rapporti virtuali agli occhi dei figli, se i legami all'interno della famiglia, e poi della famiglia nella rete sociale di prossimità, fossero rapporti reali fra persone reali, allora si creerebbe davvero l'educazione “ai” e “dei” sentimenti e delle emozioni, tutti quanti dall'amore alla gelosia, dall'amicizia alla rivalità, dalla paura al coraggio, dalle bugie alla sincerità, in un quadro di reciproco rispetto che gli adulti per primi devono costruire ed esemplificare.
I bambini educati al raggiungimento della consapevolezza di sé e del proprio valore saranno più forti di fronte alle lusinghe e alle richieste improprie degli “amici” del web.
Come si fa?
Io credo che, fra le tante risposte possibili, la più semplice sia che, padroni e non schiavi della tecnologia, dovremmo vivere in questo mondo da persone reali, e non per finta.
Sarebbe già qualcosa.
Maria Franchi
di Maria Franchi
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