Verdi per Impruneta: “Cemento in arrivo con la variante per i due piani attuativi”

Il Comune di Impruneta ha riproposto due varianti al Regolamento Urbanistico, per la realizzazione di nuove edificazioni per i quali dal 3 ottobre 2017, era scaduto il termine quinquennale della efficacia dei rispettivi piani attuativi nello strumento urbanistico comunale.

 

I due piani attuativi sono localizzati uno ad Impruneta (denominato TRr01) per 3.000 metricubi (pari a 1.000 metri quadri) lungo la Via Imprunetana per Pozzolatico, nell’oliveta all’entrata del paese all’altezza del “tabernacolo dell'olivo della Madonna, e l’altro a Tavarnuzze (denominato TRr05) dove è prevista l’espansione edilizia dell’abitato in zona Via Barducci, sul retro del plesso scolastico delle scuole medie, dove è prevista la realizzazione di 9.690 metricubi (pari a 3.230 metriquadri) di nuove residenze.

 

E’ deprecabile che il Comune di Impruneta abbia voluto riproporre il Piano attuativo TRr01 ad Impruneta, che era stato bocciato dalla Regione Toscana in occasione della Conferenza dei Servizi svolta nel settembre 2017 per verificare il rispetto delle prescrizioni della disciplina dei beni paesaggistici, contenuta nel Piano di Indirizzo Territoriale.

 

Ma lo è altrettanto la riproposizione del Piano Attuativo TRr05 a Tavarnuzze, considerato che – come avevamo già evidenziato negli anni scorsi – l’area interessata dalla edificazione ricade nella fascia del “vincolo cimiteriale” dei 200 metri dal perimetro del cimitero di Tavarnuzze–Montebuoni.

 

La fascia di rispetto cimiteriale risulta tuttavia indicata nel Regolamento urbanistico comunale “ridotta” per ciascun cimitero, il tutto facendo riferimento ad una delibera approvata dal Comune nel 1998 sulla base della previgente normativa (art. 338 del R.D. 1265/34) che però ha prodotto i suoi effetti legittimi solo fino alla entrata in vigore della nuova riformulazione di quell’articolo, operata con la legge 166 del 2002.

 

Con la legge 166/2002, che all’art. 28 modifica l’art. 338 del R.D. 1265/34, il legislatore stabilisce la regola generale che i cimiteri devono essere collocati ad una distanza di almeno 200 metri dai centri abitati e che è pertanto vietato costruire nuovi edifici entro un raggio di 200 metri dal perimetro del cimitero.

 

Tale fascia di rispetto costituisce un vincolo urbanistico posto con legge dello Stato e come tale è operante indipendentemente dagli strumenti urbanistici vigenti ed eventualmente anche in contrasto con essi.

 

Tale distanza può essere “derogata” in due sole ipotesi previste dalla norma: la costruzione di nuovi cimiteri o ampliamento di quelli esistenti, oppure per l’esecuzione di un’opera pubblica o attuazione di un intervento urbanistico. In merito a questa seconda ipotesi la Corte di Cassazione ha stabilito che la locuzione “attuazione di un intervento urbanistico” non può essere interpretata estensivamente fino a ricomprendervi anche l’edilizia residenziale privata.

 
Pertanto dovendo oggi valutare la proposta per la realizzazione “ex novo” di una nuova edificazione residenziale a Tavarnuzze (intervento TRr05) il Comune non può esimersi dall’applicare la normativa nazionale nella sua formulazione attualmente vigente, in quanto il divieto previsto dalla norma costituisce un divieto assoluto ed “ex lege” di edificabilità, tale da prevalere anche su eventuali disposizioni contrarie del piano urbanistico comunale. 
 
 
Verdi per Impruneta

di Verdi per Impruneta

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