“Un anno fa mio figlio investito sulle strisce, oggi c’è il semaforo. Grazie”

È passato un anno (un anno e sei  giorni per la precisione) da quel terribile 5 febbraio 2018 quando mio figlio è stato investito sulle strisce pedonali di via della libertà ad Impruneta. 

 

Vi scrissi allora a seguito di quell’evento e dei tanti analoghi che lo hanno preceduto, chiedendo a chi di competenza di mettere in sicurezza quell’attraversamento. Oggi invece vi scrivo per dire semplicemente grazie.

 

Stamattina accompagnando mio figlio a scuola ho visto finalmente un passaggio pedonale sicuro, regolato dal nuovo impianto semaforico a chiamata.

 

Stamattina, per la prima volta da un anno, ho visto mio figlio attraversare senza cercare la mia mano.

 

Era dal 5 febbraio 2018 che ogni singolo giorno che accompagnavo mio figlio a scuola sentivo nel mio cuore e vedevo nei suoi occhi il disagio di attraversare ancora a quelle strisce, ogni giorno sentivo la sua mano stringere la mia appena mettevamo un piede giù dal marciapiede, oggi invece ha attraversato senza tenermi per mano ed appena sbarcato sull'altro marciapiede mi ha detto: “che bello poter andare a scuola in sicurezza! Oggi sono sereno”.

 

Per me è stato bellissimo e di questo devo ringraziare tante persone che con me  e con la mia famiglia hanno portato avanti questa battaglia.

 

 

Devo dire grazie a chi ci ha dato una mano in questa piccola-grande  impresa, a Voi che ci avete dato visibilità, a chi ha firmato la nostra richiesta da presentare in comune, ai tanti commercianti che hanno accolto con estrema disponibilità la nostra raccolta firme arrivando addirittura a farsi portavoce della questione con i loro clienti, al sindaco Alessio Calamandrei che è stato costantemente al nostro fianco “sopportando” le nostre continue telefonate e supportando la nostra causa fino ad ottenere l’ok della provincia per il posizionamento del semaforo, ai tecnici, impiegati e altri dipendenti comunali che hanno avuto un ruolo in tutta questa operazione, grazie a tutti!

 

Infine un grazie speciale alla mia famiglia, a mio figlio Duccioinvolontario protagonista e  simbolo di questa battaglia, a mio figlio Tommasoche ha partecipato attivamente alla raccolta firme vincendo la sua naturale riservatezza ed a mia moglie Sonia che ha tenuto i contatti (quasi quotidiani) con il sindaco Calamandrei e seguito passo a passo tutta la vicenda, grazie, oggi anch’io sono sereno.

                        Andrea Cecconi

di Andrea Cecconi

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