La Compagnia dell’Acli Grassina con “L’Acqua Cheta” sul palco a Ponte a Ema

Il 16 febbraio. Il presidente del teatro Catelani: "Un luogo che deve unire tutta la comunità"

PONTE A EMA (BAGNO A RIPOLI) – “Pensiamo sia utile azzerare le distanze, ospitando gli attori , gli scenografi e tutti  quanti vorranno esserci, in luoghi che uniscono la comunità tutta”: queste le parole del presidente del Teatro Ponte a Ema, Filippo Catelani, in merito alla serata del 16 febbraio.

 

Quando una delle più belle commedie vernacolari fiorentine di Augusto Novelli verrà messa in scena dalla compagnia dell'Acli di Grassina “Stasera ti butto” sul loro palco: “L'acqua cheta”.

 

La Compagnia, diretta con sapienza da Renzo Calamai, replicherà "in trasferta" avvicinando idealmente due circoli di una stesso territorio, che è l’obiettivo a cui il presidente Catelani ed il consiglio ambiscono arrivare .

 

“La distanza tra Acli di Ponte a Ema e Acli di Grassina è breve, una paio di chilometri – ci spiega Catelani quando gli chiediamo cos’altro c’è in programma – Incontrarsi divertendosi spensieratamente in una gelida serata teatrale potrà essere l’occasione di trascorrere del tempo tra persone che abitano uno stesso territorio e condividono un periodo storico, consci del fatto che facciamo parte tutti della stessa storia nello stesso luogo”.

 

Un progetto più ampio che vorrebbe ricercare unione tra i vari circoli ricreativi e luoghi di aggregazione della zona, dove prestarsi le idee oltre che gli spazi arrivando all’avvicinamento delle persone.

 

 

“Penso – rilancia Catelani – a tutte quelle occasioni a carattere socio-culturale che sarà possibile realizzare affinché le persone si riuniscano, per assistere alla presentazione di un libro piuttosto che a una mostra fotografica, o alle attività ludico-educative per ragazzi. Un luogo dove si possano organizzare eventi culturali di vario genere abbracciando magari più generazioni”. 

 

Quella di Ponte a Ema è una ricca stagione teatrale di commedie in italiano, in vernacolo, ma anche classici del teatro anglosassone e francese: da “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare passando per le commedie divertenti ma di spessore come “Non c’è due senza te” per arrivare a “Le parole sono pietre” spettacolo che parla di bullismo e razzismo.

 

Da tempo, infatti, sono proposte anche rappresentazioni rivolte alle scuole per sensibilizzare i più giovani su alcune tematiche d’importanza sociale come la mafia ed il bullismo, con lo scopo di attivarne la riflessione e sviluppare in loro maggiore consapevolezza in merito. Un teatro rivolto ai più giovani che li accoglie anche come protagonisti in alcune rappresentazioni

 

“Sessanta ragazzi di tutte le età stanno insieme – dice orgoglioso Catelani – crescono e condividono momenti importanti avvicinandosi ad un’arte bellissima. Calcare le assi di un palcoscenico da giovani aiuterà quelli che saranno i futuri uomini e le future donne nelle loro formazione ed accrescerà la loro esperienza. Siamo fermamente convinti che il teatro sia un mezzo e non un fine”.

 

Una programmazione attenta e curata da chi vive questo teatro di periferia con passione e libertà per offrire spettacoli che raccontino storie, trasmettendo emozioni per far vivere agli spettatori quella che è la grande magia del teatro.

 

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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