“Curva della Vannina: la mia lettera alla Metrocittà con richieste e proposte”

Da tempo leggiamo in cronaca di incidenti alla cosiddetta "curva della Vannina" sulla SR. N°2 "Cassia", ex strada statale passata dai primi anni 2000 alla Regione Toscana, affidata immediatamente in gestione alla Provincia di FI, ora Città Metropolitana, e con attuale manutenzione appaltata – da anni – all'ATI Global Service.

 

Molti si chiedono cosa fanno in pratica tutti questi Enti – Società per migliorare la sicurezza di punti particolarmente pericolosi come questo.

 

Forse stanno redigendo un database degli incidenti e con algoritmi ingegneristici avranno in mente qualcosa, conformemente ai capitolati tecnici in uso per questo tipo di appalti.

 

Da cittadino ed osservatore attento direi proprio che manca quel senso pratico, di attenzione ai problemi della comunità, adottando veloci soluzioni, a costi contenuti, ma con buoni effetti sulla sicurezza del pubblico traffico.

 

Ho quindi scritto una PEC a chi di competenza, chiedendo se non sia il caso di ripristinare, in quel punto – magari anche in altri, limitrofi – la segnaletica di mezzeria, con buone tecniche e materiali, certificandone l'esecuzione (esiste un strumento di verifica detto retroriflettometro), senza che tra un mese tutto sia sparito. Inoltre ho pure evidenziato l'opportunità di migliorare pure la segnaletica verticale, magari adottando accorgimenti di tipo luminoso puntuale azionati con pannelli solari.

 

Infine, visto che in zona l'appaltatore esegue interventi di rifacimento piani viabili, mi domando perchè non stendere in tutta la percorrenza della curva (circa 200 – 300 metri) un tappeto basaltico antiscivolo, magari misurando lo skyd test prima e dopo.

 

Cose semplici, forse troppo semplici per essere fatte.

 

Architetto Marco Pagliai

di Marco Pagliai

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