“Crisi cotto? Tutto vero. Ma ci sono anche aziende come la mia. Che paga e assume”

Spettabile redazione, leggo con grande rammarico l'articolo apparso sul settore Cotto.

 

Nell'articolo si parla di crisi del settore e delle difficoltà che negli ultimi anni hanno portato alla ingente perdita di posti di lavoro.

 

Tutto vero e non è mia intenzione entrare in questo argomento. L'articolo prosegue ribadendo come anche le aziende rimaste incontrino grandi difficoltà nel pagare i dipendenti.

 

Ed è su questo argomento che sento il dovere di sottolineare, a titolo puramente personale, che questa non è la verità e che non riguarda tutte le aziende ancora oggi rimaste in piedi.

 

Lavoro da oltre 36 anni presso le Fornaci Manetti Gusmano ed in tutti questi anni non ho mai ricevuto in ritardo il mio stipendio, neanche di un giorno.

 

L'azienda, che è ben conosciuta, non solo ha garantito i posti di lavoro, con continuità di produzione, senza chiudere mai o ricorrere alla cassa integrazione, ma in special modo in questo ultimo anno, con l'acquisizione del marchio Sannini Impruneta ha anche assunto altro personale, permettendo ad altre famiglie, come la mia, di avere lavoro e stipendio.

 

Ritengo importante questa precisazione per tutti noi che lavoriamo in aziende impegnate con serietà e dignità alla tutela del lavoro mantendo vivi settori di pregio e di tradizione, a volte trascurati o poco tutelati.

 

Ringraziando per lo spazio che vorrete dedicare a questa mia, colgo l'occasione per salutare ossequi e rispetto.

 

Lucia Gallori

 

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL GAZZETTINO DEL CHIANTI

 

Gentile Lucia, pubblichiamo con estremo piacere la sua lettera, che ci racconta come (per fortuna) ci siano ancora luci accese in un settore comunque in difficoltà.

 

L'articolo che ha letto riprende le considerazioni della Fillea Cgil relative, come avrà avuto modo di leggere, in particolare alla situazione del "cotto industriale". Farà comunque piacere anche al sindacato sapere che ci sono realtà come la sua.

 

Siamo però sicuri che le conosca bene (così come la conosciamo noi). E che il tono "drammatico" dato alla loro interlocuzione sia dovuto, in particolare, alla difficoltà oggettiva della situazione, ma anche alla volontà di smuovere situazioni che da troppo tempo sembrano ingessate.

 

La ringrazio di cuore per il suo intervento, e la saluto facendo un grande in bocca al lupo a lei e all'azienda in cui lavora.

 

Matteo Pucci

di Lucia Gallori

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