“Ho conosciuto Bruno Rinaldi qualche anno fa, con i suoi racconti…”

Ci sono luoghi sulla terra che nascondono un fascino particolare e quest'alone di meraviglia e di mistero fa sì che diventino nel tempo una meta irrinunciabile del nostro girovagare. Semifonte è certamente uno di questi.

 

Bruno l'ho conosciuto qualche anno fa, cercavo materiale raffinato, qualcosa d'inedito da raccontare o di particolare da mandare in onda, la nota di colore che impreziosisce un servizio televisivo da poter allegare alle immagini in corsa del Trofeo Matteotti del 2014 per smorzare la monotonia nelle prime fasi della gara, quando la competizione non è ancora entrata nel vivo.

 

Amicizie comuni m'indirizzarono a Rinaldi e ne scaturì un'intesa vincente. Era entusiasta per aver riportato in vita la Fonte di Santa Caterina, luogo di grande importanza per la comunità di Barberino e Petrognano, lasciato al degrado e all' incuria troppo a lungo e ne uscì fuori un'intervista che oggi con immenso piacere son tornato ad ascoltare.

 

Grazie a lui, ho scoperto il "segreto" della famiglia Kennedy che si cela sotto la lastra sepolcrale di un cavaliere nella Pieve di Sant' Appiano e tutte le volte che passo in bicicletta da quelle parti è d'obbligo una sosta per svelare tanta meraviglia a gruppi di ciclisti o appassionati che diversamente non ne verrebbero mai a conoscenza, una volta è stato il turno di un cantante di successo.

 

E poi la cosa alla quale sicuramente teneva più di tutte le altre. La città perduta, quella che poteva benissimo far parte dei romanzi di Salgari o di Edgar Rice Burroghs, qualcosa che ha a che fare con l'epica e la mitologia greca, i fasti e la ricchezza di Semifonte che chinarono la testa a Firenze solo dopo un' estenuante difesa.

 

Sarei rimasto settimane a nutrirmi di quelle storie affascinanti che ogni volta che ne parli hanno sempre un lato sconosciuto da svelare.

 

Oggi che questo viaggio terreno è finito, ne avrai sicuramente programmato un altro intorno a castelli, pievi e monasteri sperduti.

 

Qua e là approfitterai delle fontane, acqua sorgente che nel ciclismo è un elemento importantissimo da non sottovalutare, incrocerai soldati e dame di palazzo, la stessa Caterina vorrà ringraziarti per esserti preso cura di lei e del suo tempietto votivo.

 

Forse da qualche parte avrai modo d'incontrare Leonardo, per il quale hai sempre avuto stima e un occhio di riguardo per l'invenzione dell' intricato sistema di briglie lungo il corso dell' Agliena. Magari a te svelerà il segreto che tanti han cercato di carpire attraverso gli studi più disparati.

 

Non importa esser geni, basta essere amanti, estimatori di un patrimonio culturale che ci ruota intorno e che a lungo proteggerà la tua anima immortale. Ciao Bruno.

 

Roberto Checchi

di Roberto Checchi

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