Quattro Strade, presi di mira dai ladri. Terzo furto in pochi mesi: “Siamo esasperati”

Nel giorno di Pasqua. Ai danni di una signora che ha subito anche la truffa del falso addetto dell'acqua

QUATTRO STRADE (SAN CASCIANO) – Come tante famiglie avevano deciso di trascorrere il giorno di Pasqua fuori dalla piccola frazione delle Quattro Strade, tra Mercatale e Campoli, e nonostante porte ben chiuse, grate alle finestre, quando poco dopo le 20 hanno fatto rientro, ecco l’amara sorpresa che tutti non vorrebbero mai trovare. Casa buttata all’aria e rovistata dai ladri.

 

Bottino: qualche oggetto in oro e soldi.

 

"Non ne possiamo davvero più – ci dice la figlia della signora derubata, a dire poco seccata – siamo impegnati a rimettere in ordine la casa messa sottosopra!". 

 

E' già la terza volta in pochi mesi che i ladri hanno preso di mira questa abitazione; addirittura, oltre ai soliti “incursori”, la padrona di casa ha subito anche la truffa di chi, presentandosi come tecnico dell’acquedotto, ha chiesto di controllare che non vi fosse nella tubazione acqua contaminata. Per poi portare via oro e denaro.

 

"Ormai in casa non abbiamo più nulla, abbiamo persino finito le lacrime per piangere" di dicono esausti.

 

Intanto, i pochi rimasti nel lunedì dell’Angelo nella frazione hanno portato la solidarietà a questa famiglia. 

 

"E che altro possiamo fare- ci dice un signore allargando le braccia – Viviamo nelle nostre case come in un carcere: allarmi, vetri anti sfondamento, inferiate alle finestre, ma nonostante tutto siamo a lottare con questi delinquenti".

 

"Tutte le volte un sacco di discorsi nell’immediatezza dei fatti – rimarca – poi più nulla fino a riparlarne dopo il prossimo colpo. Dovrebbero installare delle telecamere in questo tratto di strada che, come sembra, è particolarmente appetibile per i ladri, e magari vedere un po’ di più forze dell’ordine con posti di blocco".

 

"Insomma – conclude – si faccia qualcosa perché così non è più vivere. È vero, fino a qualche anno fa qui quasi tutti lasciavamo la chiave nella toppa della porta. Adesso ovviamente non lo facciamo più, ma siamo passati da un’estremità all’altra, diventando prigionieri nelle nostre case".

di Antonio Taddei

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