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giovedì 8 Dicembre 2022
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    Davanti all’ospedale S.M. Annunziata: per la più grande anche l’accusa di sfruttamento di minore

    PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Due rumene (una di 34 anni e una minorebe) denunciate dai carabinieri della Stazione di Grassina per  estorsione.

     

    Tutto nasce, come spesso è accaduto, nell'area di sosta davanti all'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri: del resto, ormai da tempo i carabinieri della Stazione grassinese, guidati dal maresciallo Antonio Bonafede, effettuano mirati servizi sul territorio di Antella e Grassina.

     

    Il fine è quello di contrastare l’attività di accattonaggio con metodi estorsivi, nonché lo sfruttamento di minori che vengono costretti a chiedere l’elemosina anche con modalità minacciose.

     

    Ed è nell’ambito di questa attività d’indagine che i militari dell’Arma di Grassina hanno denunciato all’autorità giudiziaria le due donne di origine rumena, una di 34 anni e una minorenne, dedite all’attività illecita di richiesta di denaro con metodi estorsivi nel parcheggio dell’ospedale.

     

    Tutto è avvenuto alcuni giorni fa, quando un’anziana cittadina fiorentina, andata all’ospedale di Bagno a Ripoli per sottoporsi ad una visita medica, dopo aver effettuato il pagamento relativo al parcheggio della sua automobile, veniva avvicinata dalle due (risultate poi essere zia e nipote), che pretendevano dall’anziana, con atteggiamento e tono minaccioso, le monete che quest’ultima aveva ricevuto come resto del pagamento.

     

    Le pretese, visto il diniego dell’anziana, si sono fatte sempre più insistenti e le due donne rumene hanno accerchiato la signora, spingendola e imprecando contro lei, fino ad intimorirla.

     

    Fortunatamente sono intervenuti i carabinieri di Grassina, impegnati in quel momento nell'attività finalizzata alla prevenzione e repressioni di tali episodi: hanno fermato le due donne che sono state accompagnate presso il comando della stazione, distante poche centinaia di metri, dove sono state identificate e denunciate alla Procura della Repubblica di Firenze e alla Procura della Repubblica dei Minorenni. Per il reato di estorsione e, la zia maggiorenne, per lo sfruttamento di minori.

     

    Come detto, i carabinieri di Grassina sono impegnati da mesi nel territorio di Grassina e Antella, con servizi di prevenzione e repressione del fenomeno delle truffe ad anziani e dell’accattonaggio.

     

    Hanno partecipato anche, assieme alla polizia locale di Bagno a Ripoli, a blitz di sgombero di aree, proprio nella vicinanza dell'ospedale, diventate sede di accampamenti.

     

    Perché l’accattonaggio rappresenta la più tradizionale forma di profitto attraverso l’utilizzo di “minori”. Approfittando dell’accattonaggio inoltre, questi soggetti mettono in essere anche altre attività propedeutiche alla commissione di ben più gravi reati.

     

    Studiano il territorio e riescono a localizzare luoghi dove possono essere commessi furti in abitazioni, in ditta. E furti su auto. Inoltre è capitato che possano individuare soggetti anziani nei confronti dei quali si prodigano in “falsi aiuti” per poi truffarli o derubarli.

     

    A seguito di questo tipo di attività, i carabinieri di Grassina, hanno, nel recente passato, tratto in arresto, per violenza sessuale, un soggetto di etnia Rom, nonché denunciato altre quattro persone resesi responsabili, sempre presso il parcheggio dell’ospedale di Bagno a Ripoli, del reato di estorsione e sfruttamento di minori.

     

    Inoltre, i militari stanno effettuando una vera opera di sensibilizzazione della cittadinanza, soprattutto degli anziani, invitandoli a non cedere alle minacce e non farsi abbindolare da queste persone. E a chiedere immediatamente l’intervento delle forze di polizia.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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