BAGNO A RIPOLI – Quando una persona viene a mancare il dolore provato dai parenti vicini è enorme. E una delle difficoltà è riuscire a superare giorno per giorno il vuoto provocato dalla sua assenza.
Non solo, se queste fanno parte di una comunità lasciano orfani amici e semplici conoscenti che vedevano in loro un punto di riferimento.
Questo è successo con la scomparsa prematura di Vanna, anima e corpo insieme al marito ed al figlio del forno di Bagno a Ripoli, che rappresentava un punto di riferimento per l’intera collettività del capoluogo.
Abbiamo voluto ricordarla parlando con il sindaco Francesco Casini e incontrando alcuni colleghi commercianti, semplici conoscenti e amici più stretti, che sinceramente provati hanno con grande disponibilità accettato di raccontarci questa donna straordinaria.
Il primo cittadino tiene a tracciare un suo personale ricordo: “Era una grande attivista, sul piano della legalità, sul fronte sociale per i giovani, non c’era manifestazione o evento dove lei non fosse in prima linea".
"Credeva nelle istituzioni – prosegue – e aveva una forte personalità che la faceva combattere quando le cose non le sembravano giuste o fatte bene. E’ capitato che venisse in Comune da noi arrabbiata per contestarci apertamente quando secondo lei c’erano alcune cose da cambiare, ed era tenace sapeva ascoltare e farsi ascoltare".
"Ma aveva di bello – conclude il sindaco – che sapeva riconoscere e rendere merito anche a quello che di buono veniva poi fatto, se ne congratulava in maniera sincera e disinvolta. Mancherà ai suoi parenti, ma mancherà sicuramente anche al paese.”
E proprio dal paese abbiamo ascoltato le voci di coloro che come Stefania, la proprietaria del negozio omonimo di parrucchiera dirimpettaia del loro forno, la conoscevano.
Che commossa ci racconta: “L’ho conosciuta quindici anni fa quando arrivai a Bagno a Ripoli, fu tra le prime ad accogliermi e a darmi il benvenuto. Aveva sempre una parola cortese verso gli altri, consolatoria nei momenti di difficoltà e generosa con tutti. Solare, sempre positiva e propositiva".
"Oltretutto – rimarca Stefania – si muoveva sempre in prima persona per cercare di attivare noi altri commercianti in tutti gli eventi che venivano organizzati. Mancherà la sua forte personalità e lascerà un grande vuoto intorno”.
Pensieri condivisi anche da Elisa, del negozio Stelmar, poco distante: “Non era una donna che le cose te le mandava a dire dietro, aveva carattere, era combattiva, credeva in quello che portava avanti e lo faceva con passione”.
Continua dicendo che era un motore trainante per tanti, che il suo negozio rappresentava la sua anima, l’attenzione con cui lo curava era parte del suo modo di essere. Si dispiace di non aver fatto a tempo a salutarla come avrebbe voluto, data la rapidità della malattia.
“Spesso – conclude Elisa – quando parlavamo mi diceva di pensare a quanto siamo passeggeri in questo mondo, la vita è come un soffio me lo ripeteva spesso. Si fermava a ragionare sull’essenza della vita e che tutti abbiamo un disegno davanti a noi”.
Anche Patrizia, del negozio Ottica Vogue sempre su via Roma, ribadisce questo pensiero comune: “Era vista come un punto di riferimento e in maniera naturale veniva fuori la passione con cui portava avanti il suo lavoro, alla ricerca di una qualità vera da offrire agli altri".
"In passato – tiene a dire – spesso aveva rivolto la sua attenzione ai bambini delle scuole vicine cercando di offrire loro e far conoscere grani antichi, sani e genuini con cui realizzava i prodotti che vendono”.
Proprio di questo progetto ci racconta anche il figlio Iacopo: “Insieme avevamo iniziato questa ricerca su alcuni tipi di grani antichi, non modificati, con i quali realizziamo i nostri prodotti per tenerne alta la qualità. Lei credeva in queste cose, che si dovesse lavorare a beneficio degli altri".
"Addirittura – continua – durante la malattia diceva che se fosse guarita si sarebbe voluta impegnare per fare qualcosa per altri malati come lei”.
“Sa che mi diceva che se proprio lei si era ammalata voleva dire che dietro c’era un motivo? – dice Iacopo – Tanta gente al funerale mi ha ringraziato per aver ricevuto qualcosa dall’averla conosciuta”.
Tante le persone che con piacere hanno ricordato chi fosse Vanna: fra queste Alessandro Calvelli ex vicensindaco del comune di Bagno a Ripoli e attuale presidente del Palio delle Contrade.
“Erano circa dieci anni che la conoscevo – dice Calvelli – ed era sempre presente in tutte le manifestazioni che venivano organizzate. Attiva per dare vita al paese, rappresentava l’anima di certe iniziative, concretamente e non solo a parole. Si poteva dialogare tranquillamente con lei".
"Ricordo quando qualche anno fa il consiglio comunale intitolò la sala consiliare ai giudici Borsellino e Falcone – dice Calvelli in conclusione – lei dimostrò il suo appoggio esponendo in quei giorni nel suo negozio un libro sulla legalità, dove poi ognuno poteva lasciare un proprio pensiero. Fu un chiaro segno di espressione verso quei valori di moralità inequivocabili".
di Silvia Rabatti
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