spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 3 Ottobre 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    L’appello del ripolese Franco Fantechi che vorrebbe trovare conferme su quelli che sopravvissero

    BAGNO A RIPOLI – E’ in corso una ricerca storica sul tragico affondamento della motonave Paganini. Sulla motonave erano imbarcati soldati di alcuni reggimenti di stanza a Firenze: il 19° Artiglieria, l’83°  e l’84° Fanteria  e soldati di altri reparti, la maggior parte dei quali formati da soldati di Firenze e provincia e della Toscana in generale.

     

    "Nel disastro – dice Franco Fantechi – si contarono circa 220 fra morti e dispersi, ma la cifra è sempre stata controversa.  Se sappiamo il nome di questi caduti, poco o niente sappiamo dei sopravvissuti e scampati : i documenti di questi reggimenti fiorentini furono alluvionati nel ’66 e poiché mai restaurati,  alla fine furono macerati".

     

    "Come non esiste – ricorda – la lista di imbarco. Si cercano le famiglie di questi soldati per un incontro- intervista, che siano caduti o  si siano salvati,  imbarcati a Bari il 27 giugno 1940 e partiti alla volta di Durazzo.  A poche miglia da quel porto la motonave Paganini  affondò a seguito di una esplosione, la cui  causa non fu mai sufficientemente chiarita".

     

    Documenti, lettere e cartoline spedite prima e dopo l’imbarco, foto in divisa di singolo o in gruppo, se messe a disposizione saranno fotocopiate e restituite intatte ai proprietari.

     

    Si invita a contattare il coordinatore della ricerca : Franco Fantechi, via Giusiani 117, 50012 Bagno a Ripoli.  telefono 055-632744 (solo ora di cena) , 349-4408194, montefinale@alice.it.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...