I carabinieri di Grassina salvano la vita all’uomo che aveva dato fuoco a casa sua

Clamoroso epilogo della vicenda nelle campagne di Bagno a Ripoli: era dentro la sua auto quasi del tutto intossicato

BAGNO A RIPOLI – Ha avuto due angeli custodi il 51enne di Grassina (D.L.) che nella serata di mercoledì 27 gennaio aveva dato fuoco (è stato confermato da lui stesso) a casa sua, in via Chianesi a Grassina, e poi era scappato facendo perdere le proprie tracce.

 

Sono il comandante della stazione dei carabinieri di Grassina Antonio Bonafede e il suo vice Francesco Pulcrano, che nella mattinata di oggi si sono precipitati, dopo aver ricevuto una segnalazione di un cittadino, nella campagna intorno a Villa I Cipressi.

 

E hanno tirato fuori l'uomo dalla sua auto a pochi minuti dalla morte: aveva infatti sigillato il mezzo e poi aveva collegato al finestrino, con un tubo, lo scappamento. Si era messo sul sedile posteriore, con un cuscino. In attesa che il gas facesse il suo corso.

 

Aveva già la bava alla bocca e, in grembo, un taglierino. Sul cruscotto dell'autotre righe scritte sul nastro adesivo in cui spiega di chiamare la moglie (in realtà ex).

 

Fino da ieri sera i carabinieri, con discrezione, avevano iniziato a cercare forsennatamente l'uomo: dopo aver parlato con la ex moglie infatti, era emersa una situazione di probabile stato depressivo che, unita alle modalità dell'incendio della casa, non faceva presagire a nulla di buono.

 

Ricerche infruttuose fino a questa mattina. Poi la telefonata. I carabinieri di Grassina capiscono subito che si tratta di lui e si precipitano sul posto, una stradina di campagna sulla via Chiantigiana, all'altezza di Villa I Cipressi.

 

Appena avvistano l'auto capiscono subito che i secondi sono contati. Il nastro adesivo dappertutto, il tubo che, collegato alla marmitta, entra in un finestrino.

 

Il maresciallo Bonafede scende di corsa e apre lo sportello. E trova l'uomo semi incosciente per il monossido di carbonio (la dottoressa del 118 intervenuta in seguito alla loro chiamata confermerà l'intossicazione) "pompato" dentro all'abitacolo.

 

In mano un grosso taglierino: biascica alcune parole. Ammette di essere stato lui a dar fuoco a casa sua, la sera precedente. Di aver preso degli ansiolitici e bevuto alcol per trovare il coraggio di farla finita.

 

Per fortuna l'intento si è scontrato con la prontezza del comandante della Stazione di Grassina e del suo vice: che hanno dato al 51enne, letteralmente, una seconda possibilità.

 

Molto schivi Bonafede e Pulcrano, si scherniscono di fronte agli elogi: ma intimamente dedicano questa vita salvata a una vita spezzata, quella del loro collega di Carrara ucciso sulla porta di casa. Lì un cittadino ha ucciso un carabiniere, qui due carabinieri hanno salvato un cittadino.

 

Anche il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, informato della notizia ha voluto esprimere "la profonda gratitudine nei confronti del maresciallo Bonafede e del suo vice Pulcrano. Avere sul territorio forze dell'ordine di questo tipo ci fa dormire sonni più tranquilli".

 

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di Matteo Pucci

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