ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – L’ingresso è posto proprio sulla strada principale che passa vicina alla vecchia chiesa, dopo la piazza.
Una piccola porta in legno e solo una targhetta di riconoscimento con indicati gli orari di apertura: il punto Caritas ad Antella è discreto, ben tenuto e curato.
Ormai da tanti anni il parroco di Santa Maria all’Antella don Giovanni Martini ed un gruppo di volontari, segue e offre un servizio ai più bisognosi distribuendo generi alimentari.
Ultimamente era stato al centro di spiacevoli episodi, che si erano verificati a causa di alcune persone che avevano approfittato della buona volontà di questo operato.
Abbiamo trascorso un pomeriggio al punto Caritas, insieme ad una pattuglia della squadra dei carabinieri della stazione di Grassina comandata dal maresciallo Antonio Bonafede: dopo alcuni fatti accaduti nei mesi scorsi infatti, si è deciso di presidiare discretamente la distribuzione.
Fatti che avevano reso indispensabile l’intervento e la sorveglianza della forza pubblica affinché lo svolgersi di questa attività caritatevole potesse continuare in maniera serena e sicura per tutti.
Il numero di persone, prevalentemente extracomunitari e rumeni, che vi si recavano per chiedere aiuto era aumentato notevolmente e provenivano tutti da Firenze.
Anche in malo modo si presentavano ai volontari esigendo più di quanto potesse esser loro dato o, addirittura, richiedendo soldi.
Insomma in breve tempo ci si è resi conto che molti di questi non erano effettivamente bisognosi. Ma non solo: la loro presenza sul territorio poteva aver portato all’aumento di episodi di accattonaggio (anche molesto) in paese.
Questo ha indotto le forze dell'ordine a dubitare e ad insospettirsi circa eventuali organizzazioni di sfruttamento che potevano celarsi dietro, purtroppo sempre più frequenti.
Un intervento discreto quello dei militari, poiché comunque si andava a incrociare uno dei fondamenti della fede cattolica, ovvero la misericordia verso i più deboli: insomma, si temeva che per l'utilizzo improprio di alcuni venisse vanificato un servizio fondamentale per molti.
Due effrazioni all'interno della casa di don Giovanni (il parroco ha anche minacciato di sospendere l'attività della Caritas) hanno fatto capire che i dubbi dei carabinieri erano legittimi.
C'è stato un confronto con il parroco e con i volontari; e con la presenza dei militari al centro di distribusione, è stato imposto che venissero forniti aiuti solo ai residenti del comune di Bagno a Ripoli, consigliando a chi non lo fosse di rivolgersi ai punti Caritas di Firenze.
Da settembre ad oggi, da quando cioè è iniziato questo servizio di sorveglianza, ad Antella non si sono verificate effrazioni in abitazioni: ad eccezione di quella in casa del parroco don Giovanni Martini.
Il presidio al centro Caritas ha ripristinato l’ordine e comportato una immediata diminuzione di affluenza, permettendo a chi ha davvero bisogno di trovare qualcuno che continui a tendergli una mano.
Spesso sono donne che, come in questo pomeriggio di gennaio che abbiamo passato al centro: non parlano una parola di italiano ma che a gesti fanno capire quanto grande sia il loro riconoscimento per ciò che ricevono.
Hanno l’opportunità di essere accolte con grande umanità dai volontari, che si interessano delle loro condizioni. Piccoli gesti che fanno grande una comunità, segno di estrema civiltà.
di Silvia Rabatti
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