GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Medico specialista in neurochirurgia, al CMT (Centro Medico Toscano) di Grassina, zona artigianale di Campigliano, incontriamo la dottoressa Elisabetta Peppucci.
Che è arrivata a Firenze per collaborare all’apertura di un reparto di neurochirurgia spinale e cranica di Careggi, dopo aver conseguito la laurea all’università Cattolica del Sacro Cuore e gli studi di specializzazione al Policlinico Gemelli di Roma. Ed essere stata anche in Umbria, presso l’azienda ospedaliera di Terni, nel reparto di neurochirurgia.
Adesso è in forza anche al CMT, dove la incontriamo per farci dare alcune utili informazioni circa la neurochirurgia, ovvero quella parte della medicina che interviene sul cervello, sulla colonna vertebrale e sui nervi.
“La patologia tumorale è l’aspetto più noto dell’ambito neuro-oncologico – inizia – quindi di tutti i vari tumori celebrali, tumori benigni, tumori non celebrali ma delle strutture membranose che rivestono il cervello benigni e maligni, malformazioni vascolari celebrali e arterovenose, cavernomi che sono meno noti ma ugualmente presenti”.
“Un'altra patologia molto importante – prosegue – è quella dell’alterazione della dinamica di circolazione del liquido celebro spinale che può dare luogo a delle forme patologiche come di idrocefalo. Questa può riguardare sia persone più giovani, forme congenite, che persone in età adulta in relazione a diverse condizioni patologiche in seguito a traumi o ad eventi emorragici, o anche per situazioni legate ad anomalie del sistema nell’anziano”.
“La patologia spinale che riscontriamo più comunemente nella popolazione – rimarca – è quella degenerativa che interessa gli annessi articolari, sia nel tratto cervicale che in quello toracico e lombo sacrale, oltre a quella oncologica che può interessare anche il midollo spinale. Infine ci sono tutte le patologie che riguardano i nervi periferici che sono anch’esse molto frequenti”.
“Qui al Centro Medico Toscano – entra nel dettaglio – riceviamo un bacino di utenza diversa: pazienti adulti con problemi legati alla colonna, con dolore lombare e agli arti inferiori, dolore cervicale legati a dei contesti di degenerazione di artrosi che possono richiedere un trattamento conservativo, fisioterapico, medico o chirurgico. La risonanza magnetica del tratto in esame, le radiografie dei singoli tratti e gli studi neurofisiologici elettromiografici, quindi la rilevazione dell’attività del muscolo sulla base dell’analisi dell’impulso elettrico che arriva al muscolo stesso, sono gli esami che qui al CMT è possibile fare”.
“Nelle situazioni più complesse il pazienti ha bisogno di ricevere un’assistenza adatta – ci dice entrando anche nel versante umano della professione – comunicandogli quella che è la realtà oggettiva del problema utilizzando le parole più giuste, facendo capire che la situazione patologica deve essere affrontata e che deve essere vissuta come un percorso di cura”.
Ci spiega essere questa un’abilità, una capacità di empatia con il paziente che il medico acquisisce durante il percorso ma necessaria nella formazione di ogni figura medica.
Per quanto riguarda la prevenzione, la dottoressa ricorda alcune semplici buone abitudini: “Per la patologia degenerativa della colonna in senso generale valgono alcune regole che possono essere applicate sempre e vanno bene per tutti, senza controindicazioni: avere uno stile di vita non sedentario per evitare i vizi posturali derivanti dal fatto di stare molto seduti, controllare il peso corporeo perché purtroppo il sovrappeso grava inevitabilmente come un carico aggiuntivo sulla colonna e può accelerare in qualche modo queste condizioni. Uno stile di vita sano per evitare e prevenire quella che può essere la comparsa di una certa situazione, tenuto conto che si tratta di una situazione molto diffusa nella popolazione perché fa parte del processo d’invecchiamento".
"Di base – conclude – si tratta di una patologia legata all’invecchiamento, fatta eccezione per alcune persone in cui c’è una componente di predisposizione familiare o aggravata dall’attività agonistica che ha velocizzato alcuni processi”.
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di Silvia Rabatti
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