BAGNO A RIPOLI – E' sicuramente Bagno a Ripoli il comune del Chianti fiorentino che conta i danni maggiori dopo la terribile tempesta che a cavallo dell'ora di cena di sabato 1 agosto ha colpito la parte a sud di Firenze.
"La conta del giorno dopo – dice il sindaco Francesco Casini – ha purtroppo confermato che i danni sono ingenti. Squadre della protezione civile comunale, del settore tecnico e agronomi forestali del Comune sono operativi dalle 19.15 di ieri e resteranno in servizio sino alle 19 di questa sera".
"Parliamo di 24 ore di lavoro non stop – evidenzia – per riportare alla normalità le nostre strade, giardini, scuole ed edifici. Tanti i danni anche a beni privati. Le famiglie sfollate per inagibilità delle abitazioni sono state prese in carico dall'amministrazione comunale sin da ieri ed hanno trovato alloggio per trascorrere in sicurezza il tempo necessario a risistemare le proprie case".
"La viabilità – prosegue il primo cittadino – comprese le strade di competenza provinciale sono state completamente sgomberate e riaperte all'alba di stamani. Permangono ancora alcune criticità che a breve verranno risolte. Occorrerà anche la giornata di domani per concludere i lavori e portare via i depositi di alberi e rami abbattuti".
"Mi sento di fare i complimenti – sottolinea – per il lavoro e la dedizione dei tanti volontari che si sono attivati. Una vera forza di questo territorio. Si raccomanda ancora massima attenzione e prudenza poiché ancora possono esserci alberi e rami pericolanti o detriti sulle strade".
Ad esempio, sono quattro gli appartamenti inagibili del condominio in via degli Olmi 19, dove la tromba d’aria in quindici minuti ha distrutto il tetto facendo volare tegole, grondaie e pezzi di ferro non solo nella strada e nel cortile interno; grossi pezzi sono infatti volati a diversi metri, in mezzo alla strada e nel campo. Per fortuna non ci sono feriti.
Saliamo le scale e troviamo una signora intenta a spazzare: "Non so come abbia fatto a sopravvivere dallo spavento – ci racconta ancora visibilmente scossa – A 77 anni non mi ero mai ritrovata davanti a una cosa del genere; nemmeno durante la guerra ho avuto tanta paura".
Riscendiamo al piano terra, tante le persone indaffarate a ripulire, una signora ci porta nel piazzale: "Abbiamo fatto appena in tempo a rientrare in casa, quando sono iniziate a volare le tegole. Impressionate la violenza di come tutto cadeva giù. E’ un vero miracolo se siamo ancora vivi".
Anche la vicina Pieve di Ripoli è stata colpita: cipressi abbattuti e archivio allagato con i volontari intenti ancora il giorno dopo a buttare fuori l’acqua.
Lungo via Roma alcuni operai sono impegnati a segare i rami degli alberi rimasti pericolosi; anche alcuni cassonetti si sono ribaltati, così come la gru piazzata nel cantiere adiacenze alla Croce Rossa Italiana, è caduta causando alcuni danni alla struttura della Coop.
Anche in questo caso sono in molti a gridare al miracolo: si è infatti abbattuta in pieno sulla torretta dell'ascensore.
Lungo le vie in tanti sono indaffarati a spazzare. Capannelli di persone parlano solo della tromba d’aria abbattutasi su Bagno a Ripoli, un evento che per chi l’ha vissuto, sarà difficile dimenticare.
di Antonio Taddei e Matteo Pucci
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