BAGNO A RIPOLI – "Una simile immediata ed articolata reazione testimonia che è stato toccato un nervo scoperto: ci si chiede quale sia questo nervo!".
Il comitato "I Ponti" inizia così la sua riflessione in merito alla presa di posizione dei consiglieri comunali Andrea Bencini e Giulia Ulivi (clicca qui per leggerla) in merito alla raccolta di firme promossa dallo stesso comitato in opposizione al progetto del cosidetto "Gazebone".
"La nostra mancata presenza alla riunione del consiglio comunale del 21 aprile – dicono – deriva dal fatto che nessuno aveva adeguatamente informato quale sarebbe stato l’oggetto della riunione, ma, del resto, poiché il pubblico non può interloquire nelle riunioni del consiglio, una presenza sarebbe stata meramente coreografica".
"Nessun chiarimento preciso – rilanciano – viene dato sulle dimensioni e sulla forma del "Gazebone", e neppure sulle reali destinazioni dello stesso (forse la pizzeria attualmente sotto il tendone?). In sostanza questa previsione dovrebbe essere accettata a scatola chiusa per atto di fede".
"E' veramente singolare – dicono ancora – che si sostenga che elevare una costruzione in un parco pubblico voglia dire “riqualificarlo”! Il giardino non ha alcun bisogno di essere “riqualificato”, ma solo di essere mantenuto e migliorato nelle attrezzature".
Proseguono ancora dal comitato: "L’area del giardino è già luogo di aggregazone associativa, da sempre frequentata da bambini e da anziani, ed è contigua alla sede del mercato settimanale da decenni. Ma solo ora, per giustificare il “Gazebone”, l’amministrazione scopre la necessità di sevizi igienici: è ovvio che una struttura “di interesse pubblico” deve avere i servizi igienici, ma essi servono a prescindere dal “Gazebone”, non sono i servizi igienici a dimostrarne la necessità!".
Ribattono punto per punto alle considerazioni dei consiglieri comunali: "L’area del giardino I Ponti, con i contigui impianti sportivi, è già sovraccarica di frequentatori e lo spazio del parcheggio è spesso insufficente, mentre l’area di via Granacci non ha problema alcuno; l’area di via Granacci verrebbe certamente riqualificata (ora è in abbandono) e il “Gazebone” creerebbe un punto di aggregazione in luogo vicinissimo al centro, privo di problemi di traffico e di parcheggio, e soprattutto in un luogo del tutto privo di strutture socialmente utili, ove potrebbero trovare sede migliore e più comoda tutte le iniziative citate dai consiglieri".
"Il bando che si dice in preparazione – concludono – deve essere adeguatamente pubblicizzato e su di esso devono essere sentite le opinioni dei cittadini: basta con decisioni prese in stanze chiuse e imposte dall’alto! Queste sono le posizioni del comitato, che è sempre pronto ad un civile confronto sempre che l’amministrazione dimostri analoga disponibilità".
di Matteo Pucci
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