Le accuse di Cittadinanza Attiva (“Tasse e nessun progetto”), le repliche del sindaco Francesco Casini

BAGNO A RIPOLI – Se ne discuterà nel consiglio comunale appena iniziato a Bagno a Ripoli, ma sul bilancio comunale la polemica è rovente e… "preventiva".

 

Ad accendere le miccie è Beatrice Bensi, capogruppo di Cittadinanza Attiva. E non ci va leggera: "Rileviamo il carattere puramente tecnico-amministrativo del bilancio con una completa mancanza di indirizzi politici che si distinguano per un progetto sociale definibile".

 

"Come avviene ormai dal 2012 – rilancianon dal movimento civico- anche questo bilancio punta al prelievo fiscale con l'adozione delle aliquote massime consentite per tutti i tipi di tassazione tranne qualche irrilevante revisione dell'aliquota Imu per i comodati d'uso. Non basta la riduzione della tassazione dei terreni agricoli mentre occorre la sua abolizione, visto lo stato di marginalità nel quale operano le attività agricole del territorio (vedi le sofferenze per l'olio)".

 

"In ogni caso – precisano – le riduzioni non scalfiscono l'impianto della massima imposizione possibile equiparando i nostri concittadini come fossero residenti di Cortina D'Ampezzo mentre da analisi comparative da noi eseguite su una famiglia "standard" abbiamo verificato che nel Comune di Firenze la tassazione sarebbe minore di qualche centinaio di euro/anno".

 

"Tutto questo – proseguono – succede quando non c'è nessun buco economico da colmare e nonostante tutto i consuntivi degli anni passati  hanno registrato sensibili ed avanzi di gestione. Ciò nonostante si continuano a lamentare i minori trasferimenti dallo Stato mentre i cittadini non ricevono vantaggi dall’utilizzo di questi avanzi (che costituiscono mancati investimenti) in quanto fino ad oggi sono stati utilizzati per l'estinzione dei mutui".

 

"Appaiono per contro – rincarano – evidenti le simboliche ed irrisorie spese sociali, culturali e formative di carattere permanente per giovani e adulti disattendendo il ruolo etico di una comunità solidale che cerca di conseguire equità e giustizia. Si fa riferimento al recupero del 4% della parte fissa della tassa sui rifiuti ma vogliamo precisare che è riferita a circa 200 famiglie Grassina che attuano sperimentalmente una raccolta porta a porta (encomiabile ma con metodi di dubbia sostenibilità)".

 

"Il bilancio – continua il durissimo atto d'accusa – non si fa invece carico delle difficoltà della crisi economica e sociale continuando a non ridurre le spese correnti, in particolare per la macchina comunale che nonostante la esternalizzazione di tutti i servizi rappresenta con i suoi circa 170 dipendenti l'impresa con il maggior numero di dipendenti presente sul nostro territorio".

 

"Si continua invece con le assunzioni – denuncia Cittadinanza Attiva – e si assegnano nuovi incarichi direttivi creando altri volani burocratici mantenendo livelli tra figure direttive e addetti di 1 a 6, cosa del tutto anomala rispetto a tutti gli altri analoghi Comuni limitrofi dove non esistono neppure dirigenti".

 

"Neppure questo bilancio preventivo 2015 – si dice ancora – prende in considerazione un piano di ristrutturazione in previsione del pensionamento di unità lavorative per avviare la conseguente riduzione programmata della spesa e il dirottamento dei risparmi verso progetti di ampliamento o miglioramento dei servizi. Non per caso gli unici risparmi finora ottenuti (e rivendicati dall’amministrazione) sono quelli provenienti dalla naturale riduzione di organico dovuta ai pensionamenti per anzianità. Invece si pensa addirittura "all'aggiornamento del piano triennale delle assunzioni per garantire una copertura di posti rimasti vacanti"".

 

E ancora, "non si fa cenno di rivedere la gestione delle società partecipate o esternalizzazioni che hanno fallito il loro obbiettivo di razionalizzazione dei servizi determinando costi incontrollati o disfunzioni anche per servizi che potrebbero venire benissimo ripresi in carico diretto vista la presenza del rilevante numero di dipendenti".

 

"Insomma – conclude la lista civica – senza una progettualità mirata alla riduzione della spesa corrente e la mancanza di progetti di investimento pur in presenza di avanzi di gestione non si può parlare di un bilancio di crescita ma solo di un conto economico nel quale da una parte entrano tante tasse e dall’altra non viene prodotto nulla per la comunità".

 

Arriva subito, prima della discussione consiliare, la replica del sindaco Francesco Casini: "Il bilancio sostiene una politica espansiva e non prevede alcun incremento né nelle tariffe, né a livello tributario. Semmai comporta qualche riduzione, resa possibile a seguito del calo nella produzione di rifiuti e alla migliore organizzazione della raccolta. Una conferma indiretta, quindi, anche della bontà delle politiche ambientali del Comune e dell'attenzione dei nostri cittadini".

 

"È il caso della Tari (TAssa Rifiuti) – esemplifica – che vede uno sconto medio del 4% per tutti i contribuenti di Bagno a Ripoli: il taglio Tari del 4% è a tutti cittadini e commercianti e si aggiunge agli sconti previsti per chi è nel progetto porta a porta".

 

"È confermata l’esenzione dalla Tasi per gli immobili commerciali – continua – e la riduzione dallo 0,80 allo 0,76% dell’aliquota della stessa Tasi per le abitazioni date in comodato gratuito a discendenti o ascendenti di primo grado. Pure cala dall’1% allo 0,9% l’Imu sugli immobili commerciali".

 

"Si va dunque nella direzione opposta rispetto al più frequente aumento della pressione fiscale – dice contraddicendo Bensi – Non si tratta di grandi cifre, ma è il segnale che conta e che è importante dare a famiglie e imprese, entrambe colpite in vario modo dalla crisi. Un segnale che è stato còlto. Il bilancio, infatti, ha visto l'approvazione anche da parte delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali alle quali è stato preventivamente illustrato".

 

"È questo il contesto in cui si inserisce un importante risultato del primo anno di mandato – rivendica – la fortissima riduzione delle spese per il personale, scese nel 2014 di oltre 700.000 euro rispetto al 2013. Una diminuzione, risultato forse ancor più strategico, che non ha minimamente intaccato i servizi alla collettività. Anzi, ne sono stati offerti di nuovi. L'incidenza delle spese di personale sul totale della spesa corrente del 2014, una delle cosiddette "spese rigide" del bilancio comunale, è scesa così intorno al 28,35% rispetto agli anni precedenti, in cui superava il 30%".

 

"Sul versante dei lavori pubblici -conclude – nonostante i tagli dei trasferimenti dallo Stato da circa un milione a 239mila euro, il crollo sia delle entrate derivanti da oneri di urbanizzazione per la crisi del settore edilizio sia delle multe, il bilancio conferma circa un milione di euro di investimenti nelle scuole, l’avvio dei lavori per il ponte alla Rampa a Grassina (cantieri aperti presumibilmente entro la fine di giugno), l’asfaltatura di Piazza Umberto I a Grassina, di piazza Peruzzi all’Antella, di piazza della Croce e di marciapiedi nel centro di Bagno a Ripoli”.

di Matteo Pucci

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